E’ crollata l’Armeria del gladiatore a Pompei e il signore anziano che siede al Quirinale si è giustamente indignato (1). Egli è parso voler dire “Mentre ve ne andate a puttane (e non in senso metaforico) i monumenti nazionali si sfarinano. Non vi vergognate?”. La risposta, a quanto pare, è no. Sandro Bondi ha infatti risposto che la colpa fosse stata sua, si sarebbe certamente dimesso, ma poiché egli è del tutto esente da responsabilità, rimane senza esitazione al suo posto (2). Lette le dichiarazioni del vate onanista berlusconiano, ho preso il telefono e ho contattato diversi amici che ne sanno più di me, ponendogli il seguente quesito: “Scusate, chi è il ministro dei Beni culturali? Io, Raffaella Carrà o Rocco Siffredi?” Il 100% degli intervistati ha risposto “Nessuno dei tre. A meno che non ci sia stato un golpe del quale non siamo stati avvisati, il ministro dei Beni culturali è l’immarcescibile Bondi”. Da ciò ho tratto una deduzione che non è né inedita, né oxfordiana, ma mi pa...