2009.03.08 - Nostra patria è il mondo intero
Credo che tutti abbiano visto l'aggressione gratuita delle forze dell'ordine ai giovani antifascisti bergamaschi che sabato 1° marzo manifestavano per impedire l'apertura di una sede di Forza Nuova nella loro città (1).
La cosa non mi lascia sorpreso: visti i fatti del G8 di Genova, non ci si stupisce più di niente. I ragazzi aggrediti a Bergamo meritano solidarietà perché sono tra quei pochi che credono ancora in un valore straordinario: quello dell'antifascismo. Un valore su cui dovrebbe essere fondata la nostra Repubblica e che invece viene svillaneggiato un giorno sì e l'altro pure. Ad onor del vero, va detto che Roberto Fiore, che di Forza Nuova è il leader storico, pare minacci di denuncia chiunque gli dia del fascista. Da ciò possiamo dedurre come davvero tale aggettivo sia un epiteto infamante, il peggiore degli insulti che possa essere rivolto ad un altro essere umano. In questo siamo d'accordo con Fiore, che infatti non è fascista, ma fiorista. E se nemmeno questa definizione gli va a genio, amen.
A proposito di amen, a scortare e benedire i (per fortuna pochi) militanti di Forza Nuova ansiosi di aprire la loro nuova sede c'era anche un prete di osservanza lefebrviana. Bontà sua, il prelato non vuol farsi definire fascista "perché è vietato", ma ha detto che Mussolini è un martire e che lui è favorevole alla beatificazione del duce (2). Dalla Città del Vaticano, nessuno ha osato muovere una qualche critica al sacerdote, mentre invece l'assai illuminato arcivescovo di Recife, monsignor Josè Cardoso Sobrinho, ha scomunicato i medici dell'ospedale di Pernambuco che hanno deciso di far abortire farmacologicamente una bambina di nove anni rimasta incinta dopo aver subito violenza sessuale dal patrigno. Per la cronaca (e non per aggravare il giudizio su Cardoso Sobrinho, in quanto sarebbe impossibile renderlo più negativo di quello che già è), la bambina era sottoposta a violenze da tre anni (e con lei lo era anche la sorella di 14 anni, peraltro disabile), è alta 136 cm e pesa 36 kg. Lo stupratore, per discolparsi, ha detto che è stata la bimba "a prendere l'iniziativa" (3). Per la chiesa cattolica, tuttavia, i medici che hanno deciso di interrompere la gravidanza per salvaguardare l'esistenza della gestante sono i veri peccatori, e forse con loro lo è anche la novenne stuprata per tre anni e poi messa incinta. E' proprio vero che non ci sono persone più empie di quelle che parlano ed agiscono in nome di Dio.
Cambiando decisamente pagina, Silvio Berlusconi ha imboccato la strada del nucleare. In pratica l'Italia getterà un mare di Euro per acquistare dai francesi una tecnologia ormai superata (quella dei reattori Areva), non sapremo dove mettere in sicurezza le scorie (vi ricordate la rivolta di Scanzano Jonico?) ed il provvedimento non avrà la minima funzione di contrasto (pseudo)keynesiano alla crisi economica, in quanto pare difficile che la costruzione delle centrali possa iniziare prima di otto-dieci anni. Non solo: per fortuna, nessuna regione (nemmeno la Lombardia del ciellino forzitaliotissimo Roberto Formigoni) vuole sul proprio territorio una centrale. Solo Renzo Tondo, Presidente del Friuli Venezia Giulia, ha detto che sì, tutto sommato una centrale nella regione da lui governata non ce la vedrebbe male. Autorizziamo Tondo a compiere tutti i gesti scaramantici del caso, ma il Friuli Venezia Giulia è una zona ad altissimo rischio sismico (basti pensare a cosa successe nel 1976) e quindi mettersi una centrale nucleare in casa non pare una scelta oculatissima. Per di più, si ricorda che nei primissimi anni Ottanta la riattivazione della centrale di nucleare di Sessa Aurunca (chiusa alla fine degli anni Settanta in quanto non più adeguata tecnologicamente) fu evitata da due fattori: l'alto costo della ristrutturazione necessaria al suo rientro in funzione e la vicinanza della centrale stessa all'epicentro del terremoto verificatosi in Irpinia nel 1980. Se a ciò aggiungete che le quattro centrali nucleari che dovrebbero (ma il condizionale è d'obbligo) entrare in funzione produrranno comunque una percentuale iper-minoritaria dell'energia elettrica consumata nel nostro paese (il 15% nella più filogovernativa delle ipotesi), occorre chiedersi le ragioni di questa scelta dell'esecutivo. La realtà, a mio avviso, sta nel fatto che il Governo vuole mostrare i muscoli in un momento di crisi enorme che nessuno sa come fronteggiare. Molti stati dell'ex blocco comunista (Ucraina su tutti) sono letteralmente a rischio default ed in essi Unicredit (la più grande banca italiana) ha effettuato investimenti di enorme entità. Di questi crediti oggi è quantomeno ottimistico rivendicare l'esigibilità. Qualora, e speriamo non sia così, Unicredit dovesse saltare, si scatenerebbe un effetto domino che metterebbe in ginocchio l'intero paese in un battere di ciglia. Del resto, in piena crisi ci sono anche le nazioni più industrializzate, se è vero come è vero che le ore di cassa integrazione effettuate nel mese di febbraio 2009 in Italia sono del 553,17% più alte rispetto a quelle del febbraio 2008 (4). Berlusconi ha detto che non bisogna essere disfattisti in quanto "la crisi c'è, ma non è tragica" e che una buona dose di colpa è dei mass-media che dipingerebbero la situazione con toni eccessivamente foschi (5). In realtà, il Presidente del Consiglio sa benissimo che le cose non stanno così, ma da vero uomo di spettacolo quale egli è, distoglie l'attenzione del pubblico pagante ricorrendo ai numeri del suo repertorio nell'attesa che, dietro le quinte, qualcuno ripari il palco del teatro e lo spettacolo possa prima o poi riprendere. In questo momento di debolezza non solo economica, ma anche politica, l'avvicinamento ad un altro paese europeo non può certo far male, e questo, più che l'effettiva necessità di incrementare la produzione interna di energia elettrica, può spiegare l'accordo con i francesi sulla tecnologia nucleare.
A questo punto, però, è necessario porsi altre due domande. Ma se invece di stanziare così tanti soldi per acquistare una tecnologia superata ed iper-inquinante (quindi apportatrice di ulterioei costi, anche in termini sociali e di salute pubblica), il Governo avesse deciso di varare un grande piano scientifico, culturale e di ricerca su base decennale per realizzare in Italia una tecnologia pulita (eolica e/o solare) per la produzione di energia elettrica, non sarebbe stato meglio? Non avremmo realizzato un investimento maggiormente redditizio e produttivo? Secondo il mio modesto parere, si deve dare una risposta positiva a questi due interrogativi (fermo restando che le questioni sono ovviamente più articolate di quanto non si possa esprimere in questa sede) ed alla consequenziale domanda "allora perché non si è intrapresa quest'altra strada?" credo si possa rispondere così: perché rilanciare l'energia nucleare è più spettacolare e roboante, perché soddisfa un certo pseudo-prometeismo ed una tendenza affarista tipici della destra italiana, cose che non sarebbero soddisfatte da un serio investimento nelle energie alternative.
Del resto, di tutto questo abbiamo testimonianza anche nell'ultima proposta di Berlusconi, quella di un grande piano di mega-opere pubbliche tra cui figurano il Ponte di Messina, la nuova autostrada Milano-Bergamo-Brescia, i tratti di Alta velocità ferroviaria Milano-Verona e Milano-Genova. Anche qui il prometeismo mi pare la faccia da padrone in quanto non si sa se ci sia davvero un tornaconto nello spendere così tanti soldi per ottenere vantaggi in termini di tempi di percorrenza (e quindi, ragionando in modo meramente economicista, di produttività) che paiono minimali (si omette in questa sede ogni approfondimento sul Ponte di Messina). Non solo: si propongono queste scelte come antidoto alla crisi, vale a dire, per usare un termine appropriato, come anti-cicliche. Tuttavia, poiché la crisi c'è adesso, una misura di tipo keynesiano è tale se si traduce in lavoro in tempi brevissimi. Se invece, come pare per buona parte delle opere proposte dal Governo, si corre il rischio di aprire i cantieri tra qualche anno, ecco che le misure possono non essere anti-cicliche. Anzi, si potrebbe addirittura correre il rischio che esse diventino pro-cicliche e che quindi possano aggravare il rischio di una eventuale nuova crisi che potrebbe arrivare tra qualche anno. Ad avviso di chi scrive, sarebbe stato meglio varare una serie di misure di ripristino dell'equilibrio ambientale con appalti di piccole dimensioni (quindi immediatamente traducibili in lavoro), di grande utilità per la collettività, ma di impianto completamente diverso. L'Italia è un territorio dall'equilibrio idro-geologico compromesso. Ci sono fiumi cui dover ridare un corso e territori da rimboschire (l'Italia sta franando, tutti i geologi lo sanno). Ci sono acquedotti che perdono il 70% dell'acqua. Ci sono spiagge devastate dall'inquinamento. Ci sono ferrovie a binario unico che attendono un raddoppio da decenni. Per ricostituire un equilibrio ambientale (ed un modello di sviluppo sostenibile) non occorrerebbero troppi soldi. Con le cifre che si fanno nel parlare del Ponte di Messina, si ridarebbe un equilibrio ecologico dignitoso ad intere regioni del nostro incerottatissimo paese. Ma tutto questo non si fa, perché si preferiscono gli annunci roboanti e le imprese eclatanti, la cui utilità, sia permesso dirlo, pare quantomeno dubbia.
Infine, un'ultima cosa: per realizzare il Ponte di Messina o la Milano-Bergamo-Brescia occorrerà tanta manodopera non particolarmente qualificata. Ciò vuol dire che ci sarà fame non solo di braccia italiane, ma anche di manodopera straniera. A chi scrive sta benissimo che lavoratori di tutte le nazionalità vengano a trovare uno stipendio in Italia e trova divertente il fatto che la destra becera del nostro paese per mantenersi in sella sia di fatto costretta a chiedere l'aiuto di quei poveri cristi che si vorrebbe impallinare come leprotti facendo pim pim pim con il fucile (uso le parole di Gianfranco Gentilini, uno dei più raffinati intellettuali d'azione della Lega Nord). Se non altro, il prete che benedice i forzanovisti (e tutti quelli come lui e come loro) continueranno a rodersi il fegato. E noi qui, come sempre, a pensare ed a cantare che nostra patria è il mondo intero.
NOTE
(1): Su questo tema si invita a visitare http://www.pacipaciana.org .
(2): Si veda http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/05/bufera-sul-prete-che-fa-il-saluto.html
(3): Si veda Roberto Zanini, Abortisce a nove anni, scomunicati i medici, "il manifesto", 7 marzo 2009, p.10.
(4): Si veda http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/03/cassa-integrazione-febbraio-inps.shtml?uuid=ea68599e-08b3-11de-bfb0-20890a65ddd6&DocRulesView=Libero
(5): Si veda http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200903articoli/41647girata.asp