2010.11.22 - La pagina strappata. Brevi considerazioni su Maurizio Belpietro


Mi piacciono gli uomini e le donne che si battono per le proprie idee, che non si legano al carro del vincitore, che mantengono la schiena dritta in ogni circostanza, che non si fanno condizionare da nulla e da nessuno, che mai e poi mai si ridurrebbero a fare i cani da guardia del padrone, chiunque esso sia.
Proprio per questo vorrei parlare di Maurizio Belpietro, perché mi pare uno degli esseri umani di mia conoscenza che più si distanzia da quanto scritto sopra.
Non voglio scrivere troppo, perché tutti conoscono quale sia il tono del quotidiano “Libero” da lui diretto e tutti sanno come lavora quest’uomo dall’espressione sempre vagamente ebete, sia detto con il tutto il rispetto per gli ebeti.

È dunque inutile insistere sui toni perennemente insultanti di “Libero”, sulle sue campagne di stampa farlocche (contro Saviano, Santoro, la Magistratura, i sindacati e quant’altro), sul suo vivere perennemente al di fuori dell’attualità. Se un giorno Berlusconi uccidesse un paio di persone, “Libero” in prima pagina titolerebbe “Sinistra alla frutta”; se Gasparri venisse immortalato durante un’orgia con cinque o sei trans, “Libero” titolerebbe a nove colonne “D’Alema complice di Pol Pot”; se un paio di escort dicessero di avere rapporti sessuali a pagamento con il Presidente del Consiglio, “Libero” titolerebbe “La più troia è Rosy Bindi”.

È inutile insistere: ci sono persone che vivono ignorando la realtà e costruendosene un’altra parallela in cui sfogano le proprie frustrazioni. Il lettore e la lettrice attenti potrebbero obiettare che questo modo di fare in ambito psichiatrico è definito schizofrenia, ma avrebbero fondamentalmente torto: la schizofrenia non comporta una retribuzione, scrivere sui quotidiani di casa Berlusconi invece sì. Dirigerli ne comporta una ancora più alta, come è ovvio.

Il 1° ottobre, Maurizio Belpietro ha denunciato un attentato ai suoi danni. Era notte, lui stava rientrando nella sua abitazione e qualcuno, ha detto, lo stava aspettando sulle scale con la pistola in mano.

Per fortuna uno degli agenti che lo scortano (già, perché Belpietro ha una scorta: in Italia i diritti si negano a tutti, ma i privilegi a nessuno) non è sceso con l’ascensore, ma ha preso le scale. Pare volesse fumarsi una sigaretta (peccato che non si possa fumare in ambienti chiusi e collettivi, ma gli agenti di Belpietro sono gli agenti di Belpietro) e, guarda caso, ha incontrato l’attentatore. Ne sarebbe nato un conflitto a fuoco se all’attentatore non si fosse inceppata la pistola (circostanza fortunosissima).

L’agente della scorta ha però sparato tre colpi al malvivente, che ovviamente deve essere stato un comunista cattivo. Peccato (altra coincidenza) che gli sia sfuggito, come è sfuggito all’altro agente di scorta che sorvegliava l’unico portone del palazzo (altra cosa non facile). Peccato anche che questa carogna comunista e forse perfino amica di Di Pietro sia sfuggita pure alle decine di telecamere che riprendono la via dove questo genio del giornalismo risiede. I comunisti cattivi si fanno prestare il mantello dell’invisibilità da Macchia nera, per cui del vile marrano non è rimasta traccia alcuna. Pensate che, dopo l’esplosione dei colpi di pistola, decine di persone si sono affacciate sulla via, ma questo attentatore non lo ha visto proprio nessuno (ennesima maledetta coincidenza). Di lui rimane solo un identikit.

Nell’annunciare al mondo intero questo terribile attentato fortunatamente scongiurato, Belpietro ha dimostrato di non prendersi per nulla sul serio.

“Il Giornale” ha riportato sue dichiarazioni nelle quali diceva “Certe idee si pagano in questo modo”, rincarate da un’amarissima constatazione: “Solo io, Fede e Feltri siamo sotto scorta" (1). In tutta onestà, quest’ultimo è un elemento che mi fa molto riflettere, ma non proprio nella stessa direzione auspicata da Belpietro.

“L’Occidentale” ha riportato un’eroica dichiarazione del direttore di “Libero”, in cui quest’uomo dimostra di essere sprecato per il giornalismo. La sua vera missione è infatti quella di recarsi da solo a combattere Al Qaeda: “Sono una persona tranquilla, un freddo, non mi faccio prendere dall'agitazione. Ho pensato solo alle persone care” (2). Quando l’ha saputo Osama Bin Laden, ha convocato una riunione straordinaria dei suoi per comunicargli “In guardia, ragazzi, o Belpietro ci fa un culo così!”.

Per non essere da meno, perfino “La Gazzetta dello sport” ha deciso di sentire Belpietro, il quale ha ribadito il suo coraggio pronunciando parole che meriterebbero di essere scolpite nella pietra: “Continuerò a dire quello che penso; non ho certo intenzione di stare zitto” (3).

Se Belpietro lo consente, nemmeno io ho intenzione di stare zitto. L’agente che ha sventato l’attentato ai suoi danni, tale Alessandro M., vanta un precedente non trascurabile: è stato agente di scorta di Gerardo D’Ambrosio e nel 1995 sventò un attentato ai danni del giudice. Di tale evento non esistono altri testimoni, l’agente sparò contro l’attentatore ma non lo colpì, non lo catturò, né si seppe mai chi fosse e se vi fossero mandanti. L’indagine non approdò a nulla e lo stesso D’Ambrosio ha affermato di credere assai poco alla veridicità di quella circostanza.

Non si aggiungerà altro, se non una breve conclusione. Non è il caso di pronunciare parole insultanti contro Belpietro. Sarebbe troppo facile e poi si scenderebbe al suo livello, cosa da evitare.
Belpietro è solo e semplicemente un uomo che ha strappato una pagina del suo dizionario.
Quella dove è spiegato il significato della parola dignità.



NOTE
(1): Cfr. http://www.ilgiornale.it/interni/milano_attentato_maurizio_belpietro__certe_idee_si_pagano_questo_modo/01-10-2010/articolo-id=477000-page=0-comments=1 e http://www.ilgiornale.it/interni/agguato_belpietro_lidentikit_dellaggressore_lallarme_maroni_e_atto_gravissimo/belpietro-libero-attentato-agguato-scorta-aggressione-polizia-terrorismo/02-10-2010/articolo-id=477136-page=0-comments=1
(2): Cfr. http://www.loccidentale.it/articolo/attentato+a+maurizio+belpietro.+il+giornalista+salvo+per+miracolo.0096542
(3): Cfr. http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Altri/01-10-2010/attentato-belpietro-711316766503.shtml