2008.08.10 - Social card
Con la nuova legge finanziaria, il Governo ha introdotto la Social card.
In pratica, ai cittadini italiani meno abbienti ed ai pensionati a basso reddito viene concessa una carta prepagata di importo pari a 400 €, con la quale potranno provvedere al loro sostentamento (1).
400 € in un anno sono tanti, quasi un 1 € e 10 centesimi al giorno. Il costo di mezzo chilo di pane, insomma. Se William Beveridge fosse vivo, scriverebbe poesie per Tremonti (proprio come Bondi per Berlusconi).
Alla fine del 1940 in Italia venne introdotto il razionamento alimentare. Ad ogni cittadino veniva concessa una tessera annonaria con dei bollini. Ad ogni bollino era abbinata una certa quantità di beni alimentari acquistabili. Oltre quella quantità, non si poteva andare. Nel suo splendido libro Italiani in guerra. Sentimenti e immagini dal 1940 al 1943 (Il Mulino, Bologna 1997), Piero Cavallo ricostruisce gli eventi e l'atmosfera di quegli anni. Nel marzo 1942, ad esempio, la razione di pane spettante quotidianamente ad ogni italiano scese da 200 a 150 grammi (p.233 e segg.).
Quando si dice dei corsi e dei ricorsi storici nonché della modernità.
NOTE
(1): Cfr. Rosaria Amato, Dai tagli ai precari alla Social Card. La manovra tra risparmi e sviluppo, in http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/economia/conti-pubblici-79/conti-pubblici-79/conti-pubblici-79.html