2009.03.23 - Lo chiamano progresso
Poiché ho l'influenza, non sono andato in vacanza. Ho seguito il congresso con il quale An ha scelto di confluire nel PdL.
Si è trattato di un dibattito che mi ha appassionato poco. Ho però notato quanto detto da Gianfranco Fini, il quale procede nel suo tentativo di costruire una destra rispettabile, conservatrice ma distante da pulsioni reazionarie e razziste (1). Fini tenta da tempo di smarcarsi da Berlusconi, di accreditarsi come diverso rispetto al leader di Forza Italia. Da questo punto di vista, si ha l'impressione che né la base, né i "colonnelli" di An vogliano seguirlo. La presa di distanza dal fascismo non sembra convincerli. Finché si parla di distinguersi da Berlusconi ed affermare una propria identità, va tutto bene, ma quando si tratta di sfrondare da questa stessa identità degli aspetti che non si conciliano con la democrazia, Fini rimane da solo. Ciò non rappresenta certo una notizia positiva. Per il resto, solo il tempo ci dirà se il PdL sarà solido. Chi scrive ritiene che, fino a quando Berlusconi rimarrà in politica, il PdL sarà forte. Il dopo è difficile da prevedere. Non sarei però d'accordo con chi dice che An stia andando incontro ad un suicidio. Secondo me, per An si tratta di una vittoria, perché essa esce definitivamente dal recinto dell'area post-Msi. Vent'anni fa un simile obiettivo non era nemmeno immaginabile.
Ho appena letto le notizie sui redditi dei parlamentari italiani (2). Mentre nel 2007 Silvio Berlusconi denunciò oltre 139 milioni di Euro (guadagni relativi al 2006), nell'ultima dichiarazione al fisco il Presidente del Consiglio ha denunciato 14.532.538 Euro (relativi a guadagni del 2007). Sarebbe opportuno che l'Agenzia delle Entrate facesse quel che è logico fare: verificare come mai quest'uomo abbia dichiarato al fisco dieci volte di meno rispetto all'anno precedente, visto che le sue attività sono sempre le stesse. Poiché lo stesso Berlusconi ci dice un giorno sì e l'altro pure che la crisi non c'è (e che, se c'è, è amplificata dal bolscevismo serpeggiante nei media), credo si debba fare chiarezza su questo.
Vi invito infine a leggere questo articolo: http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/ambiente/tav-torrenti/tav-torrenti/tav-torrenti.html . Così, se ancora pensate che le cosiddette "grandi opere" siano sempre necessarie e non abbiano alcun impatto sull'ecosistema, cambierete idea. Lo chiamano progresso, ma è solo l'era dell'arretratezza tecnologico-cementizia.
NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/congresso-an/discorso-fini/discorso-fini.html
(2): Cfr. http://www.corriere.it/economia/09_marzo_23/redditi_politici_berlusconi_veltroni_fini_4fbe9f30-1799-11de-b00e-00144f486ba6.shtml