2010.04.14 - Difenderci da noi stessi


Tutti hanno seguito la vicenda dei dipendenti di Emergency e dell’ospedale afghano di Laskar-gah. Non serve quindi che io la riassuma, ma solo che la commenti.

Quello delle autorità afghane (o, come forse è più corretto dire, di chi per loro) non è un arresto, bensì un sequestro di persone bello e buono. Non esistono, né possono esistere, prove a sostegno di un complotto ordito per uccidere il governatore della provincia di Helmand o qualsiasi altra persona. Non ha alcuna plausibilità l’idea che tre pacifisti si mettano a tramare per togliere la vita di un altro uomo, è una cosa insensata. Ancor più insensata è l’idea che per portare a termine la loro operazione, i tre trasportino e nascondano bombe nell’ospedale in cui lavorano. Nessuna persona è così idiota da nascondere il corpo del reato dentro casa.

La realtà è che Emergency è una realtà scomoda. Le forze Nato sono in guerra contro i talebani, ma nemmeno in Occidente la guerra (sia come astrazione concettuale che come realtà) è ben vista, per cui con un’enorme dose di ipocrisia si dice che siamo impegnati in un’operazione di pace. Se qualcuno testimonia le atrocità di cui le forze Nato si macchiano (si tenga presente che, a tutt’oggi, esse stanno miseramente perdendo) è evidente che l’opinione pubblica potrebbe rimanere contrariata e denunciare l’assurdità e la crudeltà di quanto accade quotidianamente in Afghanistan. Allora, per la Nato, Kharzai e compagnia belligerante è giusto che l’unico testimone sul campo, che ovviamente è Emergency, venga eliminato.

Il trucchetto è semplice, e del resto in Italia da questo punto di vista non abbiamo nulla da imparare. Si portano dentro delle armi e si dice che quel luogo è un covo di assassini. È successo a Laskar-gah ed è successo alla Scuola Diaz di Genova, ai tempi di quella mattanza di Stato che fu il G8 di Genova. La dinamica è la stessa, poi a sollevare lo scandalo ci pensano – spiace usare questi toni, ma la realtà va descritta per quello che è, senza ipocrisie – i troppi servi che siedono nelle direzioni di tv e giornali. Ora, poi, che tutti i dipendenti di Emergency sono stati portati a Kabul e che quindi l’ospedale di Laskar-gah non è più presidiato, ogni possibilità di costruire prove artificiali diventa un gioco da ragazzi, anche in considerazione dell’assenza di giornalisti occidentali in zona e dell’atteggiamento assunto in questa vicenda dal ministro degli Esteri di casa nostra, Franco Frattini.
Una piccola riflessione finale: si dice che noi occidentali vogliamo esportare la democrazia con le armi. Ma è davvero possibile chiamare democrazia questo modo disonesto di fare? Non sarà che, prima di difenderci dai fanatici religiosi mediorientali, dovremmo prima imparare a difenderci da noi stessi?