2009.05.19 - Me ne frego è il nostro motto
Nel suo blog Alessandro Robecchi segnala una notizia che ha dell'incredibile: http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/200905/figure-di-cacca-con-razzismo-il-giornale-chiama-i-giapponesi-musi-gialli/.
In merito alla stessa vicenda, vi invito a leggere anche la presa di posizione dell'Ambasciata del Giappone in Italia al seguente url: http://www.it.emb-japan.go.jp/italiano/comunicati%20stampa/Dini.htm .
Dal canto mio, non sprecherò nemmeno un aggettivo per Mario Giordano: non lo merita. Certo, non posso non notare che il suo modo comportamentale somiglia pericolosamente (ma non poteva essere altrimenti) a quello del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il quale, con la pacatezza e la competenza che gli è universalmente riconosciuta, ha affermato che l'Unhcr è "criminale" e che, comunque, "non conta un fico secco" (1). Per la cronaca, l'Unhcr si era permessa di criticare i respingimenti che l'Italia attua nei confronti di chi viene dall'Africa per sfuggire ad una vita non degna di essere chiamata tale.
L'ultima volta che l'Italia aveva osato attaccare così pesantemente l'Onu, questa si chiamava ancora Società delle Nazioni, ed era il novembre del 1935. Un dittatore misero e meschino si era messo in testa che dovevamo diventare una potenza coloniale e che era necessario fare un solo boccone dell'Etiopia, muovendole guerra. La Società delle Nazioni applicò sanzioni economiche contro il Regno d'Italia, causando l'ira di Mussolini e del suoi gerarchi. Erano altri anni, si dirà, ed effettivamente è vero, ma sulle facce di quelli che oggi contano qualcosa io vedo dipinto il "Me ne frego è il nostro motto". Questo spiega molto, credo.
NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/immigrati-6/frattini-vertice-ue/frattini-vertice-ue.html