2010.10.04 - Ad minchiam


Il ministro Umberto Bossi l’altro giorno ha dato dei porci agli abitanti di Roma (1), poi ha detto che era una battuta, che il contesto era informale e scherzoso poiché si era sul palco delle selezioni di Miss Padania svoltesi nell’ambito della Sagra della patata di Lazzate (questi leghisti: mai che li si veda con un libro in mano, mai che li si becchi a studiare una questione seria).

Poi però ha chiesto scusa (2) e l’atto di contrizione a quelli del Pd è parso così sincero che subito sono corsi a ritirare la mozione di sfiducia che avevano preparato contro lo stesso Bossi: “E’ una nostra vittoria” ha affermato con sprezzo del pericolo Dario Franceschini (3), e il guaio è che mentre pronunciava queste parole era serio. Non sia mai che si faccia un po’ di opposizione, onorevole Franceschini. Cosa deve fare un ministro per meritarsi una mozione di sfiducia? Un nuovo delitto Matteotti basterebbe?

Rimanendo ai giganti del pensiero liberale, il senatore Giuseppe Ciarrapico (la cui fedina penale è lordata come il water di un autogrill) ha pensato bene di cantarle quattro a Gianfranco Fini, reo di aver abbandonato Berlusconi e il Pdl, per cui ha affermato: «Fini ha fatto sapere che presto fonderà un nuovo partito. Spero che abbia già ordinato le kippah, perché è di questo che si tratta. Chi ha tradito una volta, tradisce sempre» (4). Sono frasi che fanno rabbrividire chi possieda un minimo di coscienza civile. Il fascista Ciarrapico ha la faccia e il curriculum di chi, di fronte alla Shoah, si mette a ridere e a ruttare, di chi dice che la soluzione finale così finale poi non era e che, comunque, anche se lo fosse stata tanto sbagliata non doveva essere (5). Berlusconi ha detto che si è trattato di «una parola sfuggita» e non si è scusato, Ciarrapico nemmeno – al massimo avrà emesso qualche peto alla faccia dei circoncisi – e, duole dirlo, anche la doverosa reazione degli ebrei romani (6) è parsa tardiva: devono passare tre giorni per protestare contro una vergogna simile?

Ieri Silvio Berlusconi ha concluso la festa nazionale del Pdl a Milano. Come al solito, è stato pacato, dialogante e, soprattutto, ha evitato di battere sempre sugli stessi tasti. Certo, occorre ammettere che poteva fare di meglio. In settimana aveva detto che dentro la Magistratura c’è un’associazione a delinquere che trama contro di lui, che ha contro i «giornaloni» e che colleziona una ragazza al giorno. Soprattutto, aveva narrato una delle sue barzellette sugli ebrei. La riporto per intero: «Un ebreo racconta a un suo familiare... Ai tempi dei campi di sterminio un nostro connazionale venne da noi e chiese alla nostra famiglia di nasconderlo, e noi lo accogliemmo. Lo mettemmo in cantina, lo abbiamo curato, però gli abbiamo fatto pagare una diaria... E quanto era, in moneta attuale? Tremila euro... Al mese? No al giorno... Ah, però... Beh, siamo ebrei, e poi ha pagato perché aveva i soldi, quindi lasciami in pace... Scusa un'ultima domanda... tu pensi che glielo dobbiamo dire che Hitler è morto e che la guerra è finita?... Carina eh?» (7). Non solo, ma «L’Espresso» aveva mostrato un filmato in cui il Presidente del Consiglio raccontava una barzelletta su Rosy Bindi (un altro suo cavallo di battaglia, forse le inventa durante qualche morigerato incontro con Ciarrapico) che si concludeva con una bestemmia (8). Ecco, ieri Berlusconi non ha raggiunto queste punte di sovrumana ispirazione, però non è andato male: ha proposto una Commissione di inchiesta sulla Magistratura e ha affermato che nel 1994 Oscar Luigi Scalfaro si macchiò del reato di eversione. Le sue frasi sul fatto che il suo Governo passerà alla storia per aver sconfitto la mafia e sul ritorno dei rifiuti a Napoli che sono colpa esclusiva di Rosa Russo Jervolino mi paiono di contorno (9), ma non le sottovaluterei.

Si è così conclusa una settimana di parole «ad minchiam», per usare una celebre espressione del compianto Franco Scoglio (10). Esse denotano il livello cui è sceso questo paese e di quale infima pasta sia fatta la sua classe dirigente. Il guaio è che questi toni sguaiati da Circolo dell’ascella pezzata – assieme alle campagne di stampa su vicende di meno che marginale importanza – ottengono il loro scopo: distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri problemi del paese. A tal proposito, copio/incollo un articolo scritto da Fabrizio Salvatori per «Liberazione» (lo traggo da http://www.liberazione.it/news-file/Vincenzo-non-ci-sar----LIBERAZIONE-IT.htm), riguardante la vicenda di Vincenzo Di Somma, un operaio campano suicidatosi perché privo di lavoro.


Vincenzo non ci sarà
Fincantieri, l'indotto lo caccia e lui si toglie la vita


E’ un fatto che Vincenzo Di Somma, l’operaio che si è impiccato la scorsa notte a Castellammare di Stabia (Napoli), stava vivendo un periodo drammatico, demoralizzato dall’assenza di lavoro e «sempre senza soldi», come hanno riferito gli stessi parenti alla polizia. E’ un fatto che a causa di queste difficoltà, a cui si era aggiunta la sospensione del sussidio di disoccupazione, era stato costretto a trasferirsi a casa dei genitori con tutta la sua famiglia. E’ un fatto, infine, che l’uomo non era dipendente della Fincantieri, ma di una ditta dell’indotto, la Navalcarena Group. Comunque lo si voglia raccontare, il suicidio di Vincenzo è una delle mille sfaccettature della crisi economica che sta dilaniando il nostro Paese. Sono quelli come Vincenzo che pagano, per primi e fino in fondo, la mancanza di prospettive. Non è un mistero che l’indotto Fincantieri spesso è fatto di piccole e medie imprese instabili e poco solide. Del resto è proprio su questo mondo che Fincantieri stessa non ha mai voluto fare chiarezza alimentando una “filiera” parallela dove non c’è nessun controllo e aprendo e chiudendo il rubinetto delle commesse a proprio piacimento senza una regola e dei criteri condivisi. Dopo il licenziamento l’uomo aveva saltuariamente trovato lavoro come muratore e come commesso: lavoro nero, quindi. Non deve essere stato facile per lui, abituato a un lavoro nella filiera industriale che, per quanto instabile, consentiva di avere alcuni punti di riferimento. Vincenzo lascia due figli di 6 e 8 anni. È stato il padre dell’uomo, rientrato di sera a casa, a trovare l’uomo impiccato nel garage di via Fontanelle a Pompei, un’area confinante con Castellammare di Stabia.


E’ con questo “preambolo” che oggi le tute blu della Fincantieri scenderanno in piazza a Roma per urlare la loro protesta contro la mancanza di prospettive del settore. E’ una rivendicazione precedente agli ultimi sviluppi dei 240 licenziamenti prima annunciati e poi ritirati dall’azienda. E’ da almeno due anni che i sindacati, Fiom in prima fila, mettono l’accento sulla mancanza di una politica industriale che consenta alla cantieristica italiana di superare i rischi legati alla globalizzazione. Le ultime scelte dell’azienda, poi, hanno finito per farli imbestialire. Fincantieri ha pensato bene di utilizzare 300 milioni di fondi pubblici per due terzi come ripianamento dei debiti e per un terzo come investimento iniziale negli Usa (Michigan). Fim, Fiom e Uilm chiedono al Governo innanzitutto un programma di commesse pubbliche, «rapidamente cantierabili», investimenti per l’ammodernamento dei cantieri e per l’attività di ricerca e Innovazione del prodotto, finanziamenti all’esportazione e, infine, misure, in sede europea, a favore del rinnovo delle navi e per lo sviluppo del settore. Non vogliono quindi la luna. Chiedono solo il sostegno concreto per un settore, quello della cantieristica, famoso a livello internazionale per la qualità dei prodotti.


Il suicidio di Vincenzo, ha destato molto scalpore nel mondo sindacale. Perfino il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha fatto una dichiarazione in cui invita tutti a gestire con maggiore attenzione alcuni passaggi delicati della crisi economica. Per Oliviero Diliberto, coordinatore del Pdci, il fatto di Castellammare «dovrebbe scuotere le coscienze di tutti ma soprattutto di chi per subordinazione alle imprese, per indifferenza nei confronti della condizione operaia, per cinismo politico, pensa che governare si esaurisca nel salvarsi la pelle dai processi che gli pendono sulla testa». «Berlusconi è ministro per lo Sviluppo economico da 149 giorni», aggiunge Diliberto, «non si conosce un atto, un’inziativa presa per evitare il dramma di Fincantieri e di tutti gli operai che ci lavorano». Oggi il Pdci sarà in piazza. Anche il Prc sarà a fianco dei lavoratori di Fincantieri.


«La realtà della cantieristica pubblica italiana – sottolinea il segretario Paolo Ferrero che domani sarà presente all’appuntamento fissato per le 10 in piazza della Repubblica – è tra le più avanzate del mondo, va salvaguardata e rilanciata attraverso una vera politica industriale del settore che avvii un programma di investimenti pubblici per difendere l’occupazione, ammodernare i cantieri, puntare su ricerca e innovazione. Per uscire dalla crisi, anche in questo settore strategico per il Paese, è necessario invertire la tendenza di smantellare le aziende pubbliche per poi svenderle, sulla pelle dei lavoratori, agli speculatori di turno come avvenuto con Alitalia. Il Governo la smetta di essere indifferente - conclude Ferrero - e si assuma la responsabilità, come richiesto dai sindacati promotori dello sciopero e della manifestazione, di aprire un tavolo sulla crisi della cantieristica».



Fabrizio Salvatori 

01/10/2010





NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/politica/10_settembre_27/bossi-roma_f00228ca-ca19-11df-9db5-00144f02aabe.shtml
(2): Cfr. http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/10_settembre_30/bossi-chiede-scusa-romani-1703860997867.shtml
(3): Cfr. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201009articoli/59002girata.asp
(4): Cfr. http://www.corriere.it/politica/10_settembre_30/ciarrapico-fini_senato_4f0f01ec-cc79-11df-b9cd-00144f02aabe.shtml
(5): Interessante l’articolo-intervista su di lui di Aldo Cazzullo, Ciarrapico, la mina vagante del Pdl. «I finiani? Traditori e rinnegati», in http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_03/ciarrapico-senato-aldo-cazzullo_961e307c-cecb-11df-92c2-00144f02aabe.shtml
(6): Cfr. http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_03/ebrei-ciarrapico-senato_22a5dc5a-cf0a-11df-92c2-00144f02aabe.shtml
(7): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2010/10/01/news/compleanno_berlusconi-7602734/
(8): Si veda http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-cavaliere-e-la-bestemmia/2135516
(9): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2010/10/03/news/comizio_berlusconi-7680021/
(10): Cfr. almeno http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Scoglio