2010.09.06 - Pantomima


Che il destino del Governo Berlusconi dovesse passare per Mirabello (piccolo e temo non propriamente ridente paese del Ferrarese) era cosa che a inizio Legislatura nessuno pensava.
Gianfranco Fini ha parlato molto e ha sostanzialmente demolito il modus agendi berlusconiano. Un discorso del genere, condivisibile o meno che lo si ritenga, è da esponente di un partito di opposizione, ma quelli di Fli dichiarano che loro non vogliono uscire dall’esecutivo e addirittura rilanciano un assai poco credibile patto di Legislatura. Clamorose sono state addirittura le dichiarazioni a caldo di Italo Bocchino al Tg de La7. Incalzato da Enrico Mentana, l’esponente finiano ha detto che le elezioni anticipate sarebbero un danno per il paese e per i conti pubblici e che Berlusconi deve pensarci bene prima di esporre l’Italia a rischi speculativi: ovviamente Bocchino mentiva sapendo di mentire, né più né meno di quanto aveva fatto Fini fino a pochi minuti prima.

Ognuno può dare la propria valutazione a quanto sta avvenendo in questi giorni: personalmente ritengo che il presidente della Camera abbia ragione nell’affermare le cose che afferma, ma questo non ha rilievi significativi. Quello che mi preme sottolineare è che per tutte le parti in causa l’esperienza governativa è terminata e non si può che andare alle urne, solo che nessuno ha il coraggio di dire “basta” perché ne pagherebbe le conseguenze in termini di consenso elettorale. Non ci è dato sapere quanto durerà questa stucchevole quanto irresponsabile pantomima rappresentata alle spalle di un paese in crisi sempre più nera. Ma a qualcuno interessano davvero i problemi dei precari, dei disoccupati, del mondo della scuola e della ricerca? Alla destra, in tutte le sue articolazioni, pare proprio di no. La sinistra, se c’è, batta un colpo, possibilmente (ma è chiedere troppo?) forte.