2010.05.09 - Personaggi in cerca d'autore


Sono il 52° firmatario dell’appello promosso da Atenei in Rivolta volto ad impedire il corteo del Blocco Studentesco che doveva tenersi nella capitale il 7 maggio, il cui testo è presente in http://www.ateneinrivolta.org/content/contro-ogni-fascismo-appello-alla-societa-civile-verso-il-7-maggioblocca-il-blocco .

Il corteo non si è tenuto, anche se a questi ragazzi è stato permesso di manifestare in Piazza della Repubblica, ovviamente a Roma.

Non sprecherò nemmeno un aggettivo per quelli del Blocco Studentesco e per i loro amici di Casa Pound. Non ho grande stima della mia persona, ma questa gente non merita le mie parole. Se nel 2010 ci si dice ancora fascisti senza provare vergogna, significa che non sono né la storia, né la politologia le branche del sapere cui ci si deve rivolgere per capire determinati fenomeni. Anzi, significa che non c’è davvero niente da capire, ma solo da commiserare.

Il guaio grosso, però, è un altro. Un gruppo di sedicenti intellettuali di sinistra, tra cui spiccano i nomi di Piero Sansonetti, Ritanna Armeni e Lanfranco Pace, oltre all’onorevole del Pd Paola Concia ed a quella dei radicali Rita Bernardini, ha firmato una sorta di contro-appello in cui ci si diceva favorevoli a far manifestare questi simpatici nostalgici per le vie di Roma. Insomma, facciamoli sfilare questi fascistelli, in fondo sono bravi ragazzi e siamo in democrazia, questa è la sostanza del contro-appello.

Dell’onorevole Paola Concia non si dirà nulla perché nulla c’è da dire: la sua esistenza non ci sfiora.
Della sua collega radicale nemmeno diremo nulla, perché sui radicali ebbe a pronunciare un giudizio definitivo il grande Mario Melloni quando scrisse: “Prima [in Parlamento] avevamo i buffoni seri, ora con i radicali abbiamo i buffoni buffoni”.

Di Lanfranco Pace possiamo dire solo che non essendo capace di fare la rivoluzione è finito a lavorare per Giuliano Ferrara.

Su Ritanna Armeni e Piero Sansonetti qualche parola bisognerà invece sprecarla, ahinoi. Già, perché mentre in Italia gli operai salgono sui tetti per difendere i posti di lavoro, la ricerca affonda, la questione sociale assume contorni drammatici, e mentre l’intera Unione Europea corre il rischio di implodere a causa della crisi economica, Ritanna Armeni e Piero Sansonetti si mettono a pensare ai diritti dei neo-fascisti (senza peraltro ricordare che, grazie al cielo, ma soprattutto ai Resistenti e alla Costituzione, l’apologia di fascismo nel paese è vietata). La cosa non stupisca. Come il loro Grande Maestro, ai due ha sempre fatto difetto la concretezza politica.

Chiedetevi ora per quale motivo in Italia la sinistra non sia più in Parlamento. Poi pensate ancora ai due succitati giornalisti e al loro nume tutelare, Fausto Bertinotti. Capirete allora perché il popolo non si reca più alle urne o imbratta la scheda.

Non si dice questo per polemica personale contro Armeni e Sansonetti, e proprio perché si ha un certo stile non si ricorderà il misero fallimento del quotidiano "L’Altro", divenuto poi "Gli Altri" e trasformato poi in settimanale perché per leggere certi articoli, esattamente come per votare La Sinistra – L’Arcobaleno, ci vuole coraggio.

Lo si dice, invece, per amore della Costituzione, della sinistra e dell’antifascismo. Tre cose per cui varrà sempre la pena di lottare, nonostante quel che dicono questi personaggi in cerca d’autore e di pubblicità.

Per chiudere, copio/incollo un articolo scritto da Valerio Evangelisti (che, come me, ha firmato l’appello per vietare la manifestazione del Blocco Studentesco) apparso su “il manifesto” di venerdì 7 maggio 2010. Lo condivido in toto.



Compagni che sbagliano

- Valerio Evangelisti -


«Il diritto di manifestare liberamente e pacificamente è una pietra angolare della democrazia: deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni». Bella frase, in apparenza, quella che apre l'appello di un po' di radicali e di gente di sinistra a favore di un corteo ora vietato. Peccato che si riferisca a una manifestazione del Blocco studentesco, emanazione di Casa Pound. E che il divieto sia intervenuto dopo che sindacati, associazioni antifasciste, partiti e singoli cittadini lo avevano invocato in rappresentanza di una Roma democratica. Dopo la mobilitazione degli studenti di sinistra dell'Università di Roma, dopo l'uscita di un video che denuncia che cos'è realmente la "Giovinezza al potere" (la parola d'ordine dell'iniziativa dei giovani neonazi italiani). E dopo un appello sottoscritto da Alberto Asor Rosa, Erri De Luca, Marco Tullio Giordana, Margherita Hack e altri 250 tra docenti, ricercatori, registi, giornalisti e scrittori.

Dove vivono, gli appartenenti alla sparuta pattuglia dei sostenitori del diritto a manifestare del Blocco studentesco? Non sanno che l'Italia è ormai ai primi posti, in Europa, per la frequenza e la gravità degli agguati xenofobi? Non leggono le cronache? Non hanno visto il filmato in cui i giovani neonazi del Blocco aggrediscono a cinghiate (la loro arte marziale si chiama "cinghiamattanza") un corteo di studenti medi, salvo prenderle all'"arrivano i nostri" dei centri sociali, per poi trovare riparo dietro i cordoni della polizia?

Esiste in questo paese un'emergenza neofascista, cresciuta sotto la protezione del "partito dell'amore". Si è affermata la libertà totale di insultare l'extracomunitario, il gay, l'ebreo, il "diverso". Ogni settimana vanno a fuoco negozi di bengalesi, sudamericani, stranieri in genere (spesso con il permesso di residenza, o con la cittadinanza italiana). I giornali filogovernativi riciclano firme di fascisti e nazisti notori, tranquillamente ammessi in un contesto che si pretenderebbe "liberale". Da Ciarrapico in giù, la melma nera dilaga. Se dal piano delle idee si passa all'attività pratica, troviamo in primo piano proprio i promotori della manifestazione che era prevista per oggi. Innocenti "teorici"? Basta ascoltare le canzoni di cui si dilettano: puri incitamenti al razzismo e alla violenza cieca contro il più debole - contro chi, per povertà e condizione di sfruttato, non può e non sa difendersi. La fedina penale di alcuni di questi "teorici" è lunga quanto un verbale condominiale, e comprende solo crimini abietti.

Non è un problema solo italiano. Su Internet sono reperibili filmati girati nei paesi in cui il dilagare della melma nera non è stata bloccata per tempo, come in Russia o in altri paesi dell'Est. A parte bastonature e accoltellamenti di immigrati e di ebrei, esecuzioni di giudici e giornalisti, ecco l'impiccagione tra le betulle di due poveracci dalla pelle scura, l'assassinio a freddo di un gay a coltellate. Ciò non ha nulla a che vedere con il Blocco studentesco o con Casa Pound? D'accordo. Però la cultura è la stessa. Ciascuno a casa propria, preserviamo l'identità nazionale, non lasciamoci "invadere", difendiamo le nostre città dalla sporcizia umana. Più qualche invettiva di rito contro il Fondo monetario internazionale e il "signoraggio bancario". Se questa visione del mondo dovesse prosperare, anche qui conosceremmo tragedie e delitti.
Le anime belle che difendono il diritto dei neonazi a manifestare, quasi si trattasse di una placida congrega di semplici ideologi, paiono ignorare questa realtà. Ignorando che la libertà di manifestare non può essere anteposta e contrapposta ad un principio fondante della nostra democrazia come l'antifascismo.