2008.09.01 - I carnefici e la sicurezza


Vogliamo vivere sicuri. Via dall'Italia negri, froci e comunisti!"
Questo pensano quei bravi ragazzi romani che l'altra notte hanno accoltellato alcuni giovani esponenti di sinistra (1), i quali avevano appena assistito ad uno spettacolo che commemorava l'assassinio (avvenuto due anni fa per mano neo-fascista) di Renato Biagetti, un ventisettenne capitolino lasciato sull'asfalto in quanto "comunista".

La sicurezza è un concetto che le masse invocano (in massima parte perché fatto invocare) un giorno sì e l'altro pure. Il Governo ha creato i Carabinieri di quartiere, ha mandato l'Esercito in strada e fa di tutto affinché venga impedito ai cittadini non italiani di venire nel nostro paese. Lo stesso Governo pensa infatti che la presenza della delinquenza in Italia sia colpa degli stranieri e dei rom-sinti (che assai sovente vengono indicati come stranieri, cosa il più delle volte sbagliata), mentre gli indigeni sono tutti vittime pure ed innocenti.

La manifestazione in memoria di Biagetti vedeva decine di agenti della Digos romana confusi tra i presenti. Quegli stessi agenti non hanno saputo impedire che alcuni ragazzi venissero aggrediti da una decina di neo-fascisti. Qualcuno potrebbe chiedersi se la Digos di Roma non abbia saputo o non abbia voluto impedire l'agguato, ma noi non lo faremo. Quel che è certo è che l'estremismo di destra in questi anni appare molto vivace, e le cronache lo testimoniano. Altrettanto certo è che i neo-fascisti dialogano in modo fecondo con la "rispettabile" destra di governo. A Verona, la Giunta comunale addirittura aveva indicato un nazi-skin quale membro del locale Istituto Storico per la Resistenza. A Roma, l'estremismo di destra più bieco (Casa d'Italia - Prati) appoggia apertamente Gianni Alemanno, il quale sentitamente ringrazia e ricompensa gli amici con posti e prebende. Si tratta di atti (e ce ne sono molti altri) che offendono la Repubblica italiana e la sua natura democratica ed anti-fascista, ma contro di essi quasi nessuno si leva.

Chi difende i valori costituzionali del paese è ormai una minoranza, una riserva indiana vista dai più come un residuo passatista e noioso. Del resto, se governi progressisti e conservatori calpestano impunemente l'articolo 11 della Costituzione, cosa volete possa interessare il fatto che gruppuscoli di fascisti aggrediscano a destra ed a manca impugnando coltelli e mazze chiodate? Ci è stato detto che occorreva iniziare a comprendere le ragioni dei "ragazzi di Salò" per poter finalmente diventare un paese normale. Evidentemente, diventare un paese normale vuole anche dire che si deve accettare che a questi poveri delinquenti venga riconosciuta una qualche legittimità politica.

Chiediamoci ora chi ha il diritto di invocare la sicurezza in questo paese. Volevamo essere uno stato democratico, ma per ora siamo solo una nazione in cui comandano i carnefici.





NOTE:
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/aggressione-roma/aggressione-roma/aggressione-roma.html