2009.06.01 - Né santi, né fanti
Gino Flaminio ha chiesto scusa. Ha scritto (ma molto più probabilmente gli hanno fatto scrivere) una lettera assai sgrammaticata al "Corriere della Sera" (1): ha detto che si sente strumentalizzato, che Berlusconi è buono e generoso e che la sua ex fidanzatina è brava e ha dei valori.
Non l'ha accostata a santa Maria Goretti come fece lo stesso Berlusconi parlando di Mara Carfagna ma poco ci è mancato. Io rimango dell'avviso che tutta questa vicenda (che comunque è gravissima) non scalfirà il consenso di cui gode il Presidente del Consiglio. Ora poi è iniziato un gioco miserevole in cui ci si sta divertendo a lordare l'altro senza portare prove di ciò che si afferma (2): tutti sono sporchi e nessuno lo è, questo è quanto si vuol dare a credere al popolo. Il guaio è che il popolo ci crederà e che, soprattutto, dando troppo rilievo a questa vicenda finirà con il sentirsi ancor meno considerato nei suoi problemi quotidiani (disoccupazione, precariato, crisi economica), accentuando la sua inclinazione antipolitica o addirittura qualunquistica. Questa almeno è la mia modesta opinione. Devo però esprimere la mia solidarietà a Dario Franceschini, il quale ha retoricamente chiesto alle famiglie italiane se farebbero educare i figli da un uomo come Berlusconi. Contro il segretario del Pd si sono sollevate critiche di ogni tipo (3), ma personalmente credo che l'interrogativo da lui posto sia giusto e sensato. Il modello sociale berlusconiano è quanto di meno desiderabile esista e bene ha fatto Franceschini a metterlo in risalto.
Un evento che mi ha colpito in questi giorni è stata la clamorosa uscita di Renato Brunetta contro i "poliziotti panzoni" (4), seguita dalle immediate scuse dello stesso ministro il quale in sostanza ha detto che stava scherzando e che era stato male interpretato. La retromarcia di Brunetta è stata un vero peccato, perché per una volta tanto colui il quale è stato definito "energumeno tascabile" da Massimo D'Alema aveva detto qualcosa di sensato: non si vede infatti il motivo per il quale i poliziotti debbano stare in ufficio a svolgere compiti che potrebbero tranquillamente ed assai più proficuamente essere affidati ad altre branche dell'amministrazione pubblica. Tuttavia, la ragion di Stato elettorale (le forze di polizia votano a destra) ha fatto sì che il Napoleone del PdL sia tornato indietro e si sia rimangiato tutto. "Gioca con i fanti ma lascia stare i santi", si diceva una volta, tuttavia Brunetta ha sperimentato sulla sua pelle che in Italia non si scherza né con i primi, né con i secondi. Ora, sia beninteso, non è che lo scrivente condivida la politica brunettiana. Tuttavia, magari nel solito modo quantomeno discutibile, stavolta Brunetta aveva sollevato un problema serio, talmente grave che perfino un uomo come il ministro della Pubblica Amministrazione era riuscito a coglierne i contorni (ah, fosse vivo Fortebraccio, quante ne direbbe...). Quindi, una delle sacche di maggiore improduttività dello Stato italiano può continuare a vivere in modo tranquillo, al di là della consistenza adiposa degli uomini in divisa. Non avere la tessera della Cgil consente un'esistenza migliore nell'Italia di oggi, ammettiamolo.
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_31/lettera_flaminio_8f348136-4db1-11de-891f-00144f02aabc.shtml
(2): Si veda almeno http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_31/santanche_libero_veronica_compagno_8f6ef284-4ddf-11de-891f-00144f02aabc.shtml
(3): Cfr. http://www.corriere.it/politica/09_maggio_27/franceschini_berlusconi_figlie_educare_0c7f13d6-4add-11de-90df-00144f02aabc.shtml
(4): Cfr. http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/brunetta-reptv/brunetta-poliziotti/brunetta-poliziotti.html