2009.01.11 - La storia non insegna a tutti
Dispiace dover criticare Israele. Israele è l'incarnazione di un dolore e di una tragedia indefinibili.
L'immensa atrocità dell'uomo ha trovato nel tentativo di sterminio del popolo ebraico la sua espressione massima (leggasi: "più vergognosa"). Quindi, proprio da Israele ci si aspetterebbe una condotta storica memore di tutto ciò. Invece, e lo si scrive con cognizione di causa e senza il timore di poter essere smentiti, non è così. L'ennesimo attacco israeliano a Gaza testimonia che Israele conduce una politica di palese violazione del diritto internazionale e dei diritti minimi dell'uomo.
Non ho simpatia per Hamas (essendo ateo, le distanze filosofiche che mi dividono da un simile partito sono incolmabili, e taccio delle diversità di visione politica), ma quando sento che qualcuno definisce Hamas una semplice "organizzazione terroristica" non posso non provare rabbia. Hamas, piaccia o non piaccia (e ribadisco che a me non piace) è un partito che ha vinto delle regolarissime elezioni politiche. Come tale, con esso si deve trattare anche se non lo si rispetta. Peraltro, sull'etichetta di "terroristi" io ci andrei molto cauto, perché questa può essere molto facilmente ribaltata. Difatti, Israele viola sistematicamente e consapevolmente delle convenzioni delle Nazioni Unite da ben 40 anni, senza che nessuno riesca ad imporle il rispetto del diritto internazionale.
Non solo: il governo di Israele ha anche il non piacevole difetto di prendere in giro la Palestina e la comunità internazionale. I bombardamenti dovevano essere "chirurgici" e colpire solo i membri di Hamas (cosa già di suo del tutto fuori da ogni logica legale), ma hanno compiuto stragi tra la popolazione civile uccidendo circa 800 persone, tra cui centinaia di bambini (che certo non potevano essere pericolosi estremisti). Bombe e proiettili colpiscono con estrema facilità perfino le ambulanze (altro aspetto aberrante e in aperta violazione delle convenzioni internazionali) ed hanno distrutto anche l'Università di Gaza. La ministra dell'Interno (donna verso cui non nutro nessuna stima e che per questo nemmeno nomino) aveva fermamente smentito alla comunità internazionale ogni possibilità di un'azione di terra, che invece è stata regolarmente intrapresa tre o quattro giorni dopo. Poi, con uno stile lugubre ed agghiacciante, si è concessa una tregua di tre ore al giorno alle operazioni belliche per portare soccorso ai civili. Un modus agendi che ricorda quello dei nazisti.
C'è chi dice che la storia insegni a tutti gli uomini. Non è vero, si tratta di una banalità retorica. La storia insegna a chi vuole imparare, ed in quest'ultima categoria non ci sono i fanatici religiosi, i fascisti, gli stolti. E quasi tutti i governanti di Israele.