2009.06.30 - Un enorme girotondo
Gli statunitensi non hanno il senso della misura, né nel bene, né nel male. Ciononostante, credo non si possa non provare un certo stupore nel leggere che Bernard Madoff è stato condannato non ad uno o a cinque o a venti anni di carcere, bensì a ben centocinquanta (1).
E' più che giusto che questo miserevole truffatore debba rendere conto delle sue malefatte, ma mi pare anche vero che le sanzioni hanno un senso quando sono realistiche. Fermo restando che il settantunenne Madoff si è macchiato di reati odiosi, egli, come qualsiasi altro uomo, non ha un'aspettativa di vita pari a tre secoli; condannarlo a centocinquanta anni di galera risulta perciò demagogico ed anche un po' ridicolo. Oltre a ciò, se condannare Madoff è comunque cosa giusta, lo diventa assai di meno se qualcuno, applaudendo a questa pena "esemplare", penserà che tutto si sia risolto e che non si debba finalmente processare e condannare anche il sistema economico che consente il proliferare di tanti piccoli e grandi Madoff. Non si dice questo per voler attenuare le responsabilità di un banchiere, ma per non dimenticare quelle di tutto il mondo economico-finanziario che impiega il suo tempo a produrre il nulla assoluto (a questo corrisponde infatti la cosiddetta "finanziarizzazione del capitale") ed a creare ricchezza virtuale. Le bolle finanziarie e le loro esplosioni, le truffe ed i crolli borsistici, sono il segno del collasso del capitalismo. Non so se questo collasso sia strutturale ed irreversibile (come sosteneva André Gorz) o sia solo morale (per quanto parlare di morale in relazione al capitalismo è peggio di parlare di erba in relazione ad Attila, e lo si dice con tutto il rispetto per Attila) e quindi riparabile. Ammetto di non ritenere infondata la prima ipotesi, ma questo per adesso non è particolarmente importante. Quel che mi pare incontestabile è che commentare la truffa messa in piedi da Madoff come qualcosa di diabolico (2) equivale a non cogliere l'essenza del fenomeno di cui si sta parlando. Il diavolo non c'entra (non fosse altro perché la sua esistenza è tutta da dimostrare), ma c'entra l'uomo e l'idea del profitto quale motore supremo della civiltà. Lunga è la strada verso un mondo migliore, ma non ci si illuda che la doverosa rimozione di Madoff da essa avvicini di molto la meta. O certe strutture e sovrastrutture si superano (una volta si sarebbe detto "si abbattono"), oppure non si è fatto altro che un enorme girotondo: quindi, a vuoto, nell'attesa del prossimo Madoff.
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/economia/09_giugno_29/madoff_colpe_7bb950ec-64c1-11de-91da-00144f02aabc.shtml
(2): Cfr. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200906articoli/45026girata.asp