2010.05.14 - L'arrivo della crisi

È stato un venerdì nero per le borse. Perdite record ovunque e nessuna prospettiva che la situazione migliori (1).

Non stiamo uscendo dalla crisi, la realtà è che non ci siamo ancora entrati. Se a ciò si aggiunge che si tratta di una crisi di tipo strutturale, non si sa quando e come se ne uscirà. Per adesso sappiamo che a breve avremo una manovra economica di almeno 25 miliardi di Euro. Ovviamente non si sa se questa stretta basterà: secondo me, no.

Dove taglierà il governo? Abbasserà gli stipendi pubblici, come hanno fatto in Grecia e Spagna? Aumenterà l’Iva? Taglierà le spese in ambito sanitario? Presumibilmente, sì. Le misure che fino ad ora sono state varate nei paesi europei non brillano certo per equità sociale, e non si vede come e perché l’esecutivo italiano, che mi pare quello più a destra di tutta la Ue, possa fare diversamente.

Non ci aspettano mesi duri, ci aspettano mesi durissimi. Misure del genere hanno il potere di riequilibrare nel breve i conti monetari, ma nel medio periodo ammazzano l’economia e conducono ad una spirale recessiva i cui contorni non sono prevedibili. Non ci sarà una sola Grecia, ma molte, ed una di esse potremmo essere noi. Questo ovviamente non è un augurio, ma una previsione di uno che osserva la realtà avendo un minimo di conoscenza dei fenomeni.

Accanto a tutto questo, la corruzione italiana si rivela in tutta la sua enorme consistenza. Le vicende successive all’affaire-Bertolaso (Scajola, Anemone, Lunardi, Balducci e case varie) fanno emergere un tessuto di malaffare del tutto simile a quella che è passata alla storia come Tangentopoli. In Italia, non meno che in Grecia e negli altri “pigs”, c’è una parte di classe dirigente che vive nella crapula più assoluta ed un popolo che vede ogni giorno ridotto il diritto al lavoro, lo stipendio, il welfare ed ogni diritto minimo di cittadinanza.

Questo popolo è quotidianamente offeso dallo spettacolo laido del pasoliniano Palazzo e prima o poi temo si ribellerà. Oggi a Napoli è morta Mariarca Terracciano, un’infermiera che da mesi non si vedeva corrisposto lo stipendio e che per protesta contro questa situazione aveva iniziato lo sciopero della fame ed un prelievo quotidiano di sangue pari a 150 ml quotidiani (2). Assieme a Mariarca, tutti i dipendenti della Asl 1 di Napoli hanno problemi economici in quanto la stessa Asl è sostanzialmente priva di fondi e quindi fatica a pagare i propri dipendenti. Così hanno ridotto il paese questi anni di malgoverno, bagordi, orge e interessi privati.

E nessuno si vergogna di tutto questo.




NOTE
(1): Cfr. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201005articoli/54993girata.asp
(2): Cfr. http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/05/14/news/si_sven_per_mancato_pagamento_asl_muore_infermiera-4054909