2009.02.08 - Soffriamo per lui
E' una storia vecchia come il mondo: quando un uomo che vuole ottenere la ragione a tutti i costi non ha argomenti, ricorre all'insulto.
Voler ottenere la ragione a tutti i costi, non avere argomenti e propensione a ricorrere all'insulto sono difetti che, presi singolarmente, sono grossi. Se poi li si mette insieme, delineano un profilo umano non propriamente edificante. Quando ci si trova di fronte a persone simili, occorre a tutti i costi evitare di scendere al loro livello. Infatti, essi questo vogliono. Ovviamente non è facile sfuggire alla tentazione di contro-insultare, ma le ragioni vanno sempre difese discorrendo ed ironizzando, rifuggendo l'imbarbarimento: questo, tautologicamente parlando, è prerogativa dei barbari e ad essi va lasciato.
Perché dico questo? Facile. Come tutti, sto assistendo alla vicenda di Eluana Englaro ed agli exploit (si fa per dire) dell'ometto liftato ed artificialmente tricodotato che presiede il Consiglio dei Ministri. Il personaggio appena citato si è imbarcato (per motivi meramente strumentali, come ha giustamente notato Walter Veltroni) in una battaglia istituzionale senza precedenti nella storia repubblicana (1), manifestando disprezzo verso il Presidente della Repubblica. Ha poi aggiunto che la Costituzione è stata scritta da filo-sovietici e come tale va cambiata (se De Gasperi, Moro, Dossetti e Fanfani potessero sentire, riderebbero come mai hanno fatto nella loro vita). Fino a qui, però, non c'è nulla di nuovo. L'uomo è questo, è refrattario alla cultura ed alla democrazia e lo si sa, quindi il tasso di amarezza di chi ha un minimo di buonsenso rimane sostanzialmente stabile. Tuttavia, nello spiegare ai giornalisti le ragioni che lo portavano a presentare il mirabolante e palesemente incostituzionale disegno di legge volto ad impedire l'alimentazione forzata di Eluana Englaro, l'uomo che ha dato dell'abbronzato al Presidente degli Usa ha affermato che Eluana Englaro può ancora rimanere incinta e quindi va alimentata anche se lei non lo avrebbe voluto ed anche se la Magistratura ha sentenziato che quel tipo di alimentazione è a tutti gli effetti una terapia e come tale può essere rifiutata (2). Ciò facendo, quest'uomo ha superato se stesso, toccando abissi di cattivo gusto che mai avremmo voluto sentire. Pronunciare tali frasi in relazione ad una donna che da diciassette anni non vive ma vegeta, significa offenderla ed irriderla. Quando sfugge il senso del rispetto verso una persona la cui esistenza è stata violentata in questo modo e verso i suoi genitori che arrivano perfino a preferire di vederla spegnersi per sempre piuttosto che farla soffrire in questo modo, non ci sono più critiche politiche da muovere. Non è il Presidente del Consiglio che va criticato, ma l'uomo e la sua totale mancanza di tatto. Ma non ci viene di insultarlo, non gli diamo del "fallito" come lui ha fatto con Renato Soru. Siamo un'altra cosa e soffriamo per lui quasi quanto soffriamo per Eluana.
Buona fine, Eluana, spegniti dolcemente, al riparo da queste brutture. Se puoi, perdona.
NOTE
(1): Si veda l'acuto giudizio di Luciano Canfora nell'intervista di Bruno Gravagnuolo, Canfora e il Berlusconi-Bonaparte in http://www.unita.it/news/81279/canfora_e_il_berlusconibonaparte
(2): L'uomo di cui stiamo parlando conosce bene le barzellette antisemite ma temo non sia a conoscenza del dettato del secondo Comma dell'Articolo 32 della Costituzione Italiana, il quale recita: "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".