2010.09.07 - Bruno Vespa e le donne
Non so chi legge quali opinioni abbia sull’argomento, ma a me quelli che considerano le donne come fodero per il proprio pene danno parecchio fastidio.
Intendiamoci: tutti siamo attratti dalla bellezza e dalla muliebrità, però ci sono modi e modi di comportarsi dinanzi a una donna. Un modo inopportuno a mio avviso è quello che Bruno Vespa ha avuto l’altra sera mentre premiava con il Campiello-Opera Prima la scrittrice Silvia Avallone, autrice di “Acciaio”.
Non ho avuto la fortuna di leggere il libro di Avallone e ammetto di avere solo avuto modo di vedere alcune recensioni di “Acciaio”, per cui non posso dire nulla sulle sue qualità di scrittrice. So che Avallone è una ragazza avvenente, ma se questo non deve essere considerato una colpa non può nemmeno ritenersi un merito. In ogni caso, quando si parla di letteratura, l’unico elemento di giudizio valido è quello inerente il cosa e come scrive un autore (o, nello specifico, un’autrice). Il resto non deve contare.
Quando ho visto il filmato contenuto in http://www.corriere.it/cultura/10_settembre_06/vespa-avallone-campiello_f2af3118-b97e-11df-90df-00144f02aabe.shtml mi sono sentito in imbarazzo. L’invito del conduttore al regista affinché inquadrasse il décolléte di Avallone, quel continuo ammiccare, il chiedere informazioni sul tatuaggio della ragazza (peraltro visibilmente emozionata) sono stati altrettanti momenti di esibizione di un maschilismo misero dinanzi al quale tutti gli individui di sesso maschile dovrebbero vergognarsi di essere tali.
Nel 2010 il mondo maschile non riesce a giudicare una donna se non in base al suo aspetto fisico (brava solo se bella o addirittura solo se bella e sessualmente disponibile) e, soprattutto, non riesce ancora a rendersi conto che solo all’elezione di Miss Italia (o a manifestazioni similari peraltro di dubbio gusto) si prendono in esame glutei e gambe, mentre in tutti gli altri ambiti le donne, non meno degli uomini, vanno giudicate per le loro doti intellettuali e umane.
Certo, è possibile obiettare che non tutte le donne brillano per intelligenza, ma, visto anche l’episodio in questione, non mi pare che da questo punto di vista il mondo maschile sia migliore di quello femminile.
Perciò sono solidale con Michela Murgia, la quale ha sollevato il caso, e con la stessa Silvia Avallone, cui auguro di essere sempre valutata per quel che scrive e non per altro.
Ammetto però di sentirmi solidale con Bruno Vespa. Si tratta di quella solidarietà che si prova quando si ha pena del prossimo.