2009.03.18 - Le culture dominanti
Non vorremmo scrivere che l'uccisione di un bimbo di dieci anni avvenuta a Sampieri, nel Ragusano, ad opera di un branco di cani randagi e per questo famelici dipenda dal fatto che l'Italia è una nazione sgovernata, senza soldi, né morale (1).
Non vorremmo perché ci sembra di usare sempre gli stessi toni, però la realtà è quella che è non lo si può nascondere. Pare che nel Mezzogiorno ci siano non meno di 600.000 cani randagi (2) e che non si sappia cosa si debba farne. Lo Stato ha deciso che se ne debbono occupare i Comuni e questi, manco a dirlo, non hanno i soldi per realizzare canili o provvedere ad una forma di accoglienza e profilassi degna di questo nome. Peraltro, l'italiano medio compra un cane da compagnia all'inizio della primavera pensando che si tratti di un gioco e non di un essere vivente. Dopo tre o quattro mesi mesi, in curiosa ma non casuale coincidenza con l'inizio delle ferie, egli si stufa della bestia e l'abbandona in autostrada, rivelando tutto il proprio squallore umano. Va da sé, dunque, che non si dovrebbe provvedere alla "chippatura" (uso il termine adoperato dalla Sottosegretaria alla Salute, Francesca Martini) dei cani, bensì di quella degli uomini. Tuttavia, visti i numeri indicati sopra, a questo punto si deve ammettere che il randagismo è un'emergenza nazionale e che ciò risulta quantomeno curioso in una nazione che si considera parte del mondo industrializzato e civile. Su "la Repubblica" di ieri, Irene Scalise ha intervistato Vincenzo Consolo, il quale non troppo velatamente ha lasciato intendere che l'unico modo per risolvere il problema dei randagi è quello di abbatterli (3). Consolo ha detto una cosa tanto antipatica quanto reale: "Qui a Milano [città dove lo scrittore vive da molti anni, ndr] le stesse persone che camminano per la città portando i cani in braccio poi non si trattengono dall'insultare gli extracomunitari". E' vero, anche se duole dirlo: gran parte di noi non sa più cosa significhi amare e pone in essere comportamenti formali ed esteriori con cui cerca di placare la propria coscienza e di autoconvincersi della propria bontà, della propria rettitudine. Nella loro miserrima ridicolezza, queste persone sembrano pronipoti della Dama protagonista de "La vergine cuccia" di Giuseppe Parini. Per quel che può valere la mia opinione (cioè niente), ritengo difficilmente contestabile la necessità di uccidere subito i randagi che infestano le aree attorno a Sampieri e trovo che questa strada debba essere presa in considerazione in tutte le zone d'Italia in cui il problema del randagismo è ormai fuori controllo (4). Mi spiace affermare ciò e ribadisco che la colpa del traviamento degli istinti di queste povere bestie è esclusivamente degli esseri umani e della loro maleducazione. Tuttavia, non si può consentire a dei cani di uccidere persone inermi in nome del politically correct. E, dopo di ciò, si renda molto difficile la possibilità di tenere un cane ed una qualsiasi altra bestia: solo chi ama davvero gli animali deve avere il diritto di averne uno. Gli altri si limitino a giocare con Facebook, che per mantenere rapporti falsi mi pare abbastanza.
Un altro argomento: tutti ricorderete che alla fine di gennaio una ragazza venne stuprata a Guidonia. Pochi giorni dopo, i genitori della giovane e quelli del suo fidanzato diffusero alla stampa un comunicato in cui, legittimamente, chiedevano giustizia. Al comunicato venne dato ampio risalto. Specie i mass media destrorsi (il sedicente telegiornale di Italia 1 su tutti) lo diffusero in tutte le salse, contribuendo alla spettacolarizzazione dell'evento, alla crocifissione dei colpevoli ed all'imbarbarimento sociale. Ora, ed anche in questo caso si prova dispiacere nel dire ciò, quel comunicato afferma una cosa sconcertante. Ad un certo punto, infatti, esso dice che i due giovani di Guidonia "hanno dovuto subire l’aggressione più vile e vigliacca che esista per un uomo e per la sua donna" (5). E' la prima volta, e spero francamente sia anche l'ultima, in cui leggo che lo stupro è una violenza per il maschio. Avevo infatti sempre saputo che si trattava di un crimine "del" maschio contro la donna. Non solo: è evidente che, poiché nel comunicato la parola "uomo" viene prima della parola "donna", per queste persone il dramma femminile può essere ritenuto come accessorio, nulla di più. Infine, ciliegina sulla torta, la donna è "sua", del maschio, e se ne parla come se fosse un oggetto e come quindi se potesse essere tranquillamente posseduto. E' "sua" nello stesso modo in cui è "sua" una camicia, un'autovettura, la lavastoviglie, le scarpe con cui si va a giocare a calcetto. Non ha dignità umana, non è titolare di un pensiero autonomo. La donna è del maschio, punto e basta. Nell'ottica di chi ha scritto il comunicato, chi ha subito la violenza non è lei, ma il maschio, in quanto è stato violato il suo diritto di proprietà sulla "sua" compagna. Nessuno si sogna di tenere presente la personalità della donna, il suo trauma, il suo dramma. Con questo non voglio dire che il ragazzo non abbia sofferto per l'accaduto, anzi. Dico solo che la vittima della violenza è però la donna, non lui, ed il suo dolore non può che essere "derivato", per così dire. Non a caso, si tratta di una violenza di genere, non di etnia: sono maschi che aggrediscono nel modo più infame possibile una donna, non romeni che aggrediscono italiani, come vorrebbe la visione stolidamente razzista imperante nei mass media. Concludo affermando che, se la visione di chi ha scritto il comunicato è davvero questa, è evidente come la cultura dominante in quelle persone sia del tutto identica a quella di chi ha violentato la ragazza di Guidonia. Ciò non è propriamente edificante. Mi chiedo dove siano le femministe e perché non si scandalizzino di tutto questo. Spero non siano impegnate nella difesa dei cani randagi...
Terza cosa: credo abbiate visto tutti le foto di Andrea Ronchi ed Ignazio La Russa a fianco dei più accesi neo-fascisti milanesi (6). Evidentemente non deve fare paura il passato di questa gente, bensì il loro presente. Nonostante le buone intenzioni di Gianfranco Fini, che mi pare sincero nella sua critica alla dittatura fascista e nel suo tentativo di costruire una destra distante da truci nostalgie mussoliniane, non mi sembra che An sia animata da un profondo spirito democratico. Farebbero bene a tenerlo presente quelli che teorizzano il superamento dell'antifascismo. Rimanendo in argomento, il prete che benedice i giovani estremisti di destra (ne abbiamo parlato l'8 marzo) si candiderà alle elezioni comunali di Bologna. Sarà il capolista di Forza Nuova. Non capisco come sia possibile che il Vaticano consenta una simile empietà, ma forse è colpa mia. Sono io quello inadeguato ai tempi che corrono, evidentemente. Recandosi in Camerun, Joseph Ratzinger (il papa che ha accolto a braccia aperte il clericalismo più reazionario ed anti-semita) ha detto che i preservativi non risolvono il problema dell'Aids in Africa e che, al contrario, lo aumentano (7). Ovviamente, Ratzinger non ha spiegato come e per quale motivo, a suo dire, i profilattici sarebbero un rimedio peggiore del male, ma ha sostenuto che solo "un rinnovo spirituale e umano nella sessualità" può risolvere il problema dell'Aids. Il papa, insomma, ha proposto la castità. Lo dica anche ai preti pedofili, almeno per coerenza e decenza.
NOTE
(1): http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/bambini-e-cani/bambini-e-cani/bambini-e-cani.html
(2): Mentre scrivo apprendo che nello stesso luogo i cani hanno attaccato e ferito una turista tedesca di 24 anni, provocandole l'avulsione di un bulbo oculare e di un orecchio. La ragazza ha subito un delicatissimo intervento chirurgico ed è in pericolo di vita (http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/bambini-e-cani/nuova-aggressione/nuova-aggressione.html )
(3): Si veda Irene Scalise, "Troppa pietà verso i randagi", "la Repubblica", 17 marzo 2999, p.19.
(4): Si veda quanto scritto da Antonio Cianciullo in http://cianciullo.blogautore.repubblica.it/2009/03/17/randagi-fucile-o-anagrafe-canina/
(5): Cfr. http://news.kataweb.it/item/545956/stupro-guidonia-genitori-ragazzi-vogliamo-giustizia
(6): Cfr. http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/neofascisti/neofascisti/neofascisti.html
(7): Cfr. http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_17/papa_lefebvriani_8b2068a2-12de-11de-8994-00144f02aabc.shtml