2009.01.27 - Bestemmiatori e incolti


Il vescovo Richard Williamson, bontà sua, nega l'esistenza delle camere a gas.
Lascio a chi legge la scelta degli aggettivi da impiegare per definire un uomo che fa simili affermazioni, aggiungendo di mio un solo pensiero: Primo Levi aveva visto giusto quando ha scelto di porre fine alla sua esistenza. Ben più grave delle affermazioni di Williamson è a mio avviso il fatto che Benedetto XVI abbia deciso di revocare la scomunica ai vescovi lefebrviani (1). Questi signori, come è noto, non condividono la quasi totalità dei contenuti del Concilio Vaticano II, prediligono la celebrazione della messa in latino e sono su posizioni ultra-conservatrici. In più, hanno questo asso nella manica (si fa ovviamente per dire) che è Williamson. Non comprendo il motivo per il quale il Papa abbia deciso di riaccogliere nella Chiesa cattolica i lefebrviani. Ho letto con attenzione quanto detto da una persona  sensibile quale è Andrea Riccardi (2), il quale sostiene che il reinserimento di Williamson non potrà che favorirne una mitigazione delle posizioni sulla Shoah, ma mi permetto di non condividerle. Trovo invece più giuste le affermazioni di Hans Kung (3), che ha parlato di un irrigidimento conservatore (se non reazionario) del Vaticano di cui il riassorbimento dello scisma dei lefebrviani non è che l'ultima testimonianza.

Ho sempre pensato che il messaggio della Chiesa abbia un senso solo se sia ecumenico, tollerante e vicino alle istanze dei più poveri e dei più deboli. La parola di Cristo non si può che declinare in senso progressista e universalista. Chi parla in suo nome portando messaggi come quello di Richardson somiglia molto di più ad un bestemmiatore che ad un uomo di fede.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, dà dell'antisemita a Michele Santoro (4). Non sappiamo cosa pensi Frattini di Richardson, e francamente, visto il livello, nemmeno ci interessa granché. Rimane da ricordare però che le critiche politiche ad Israele non possono essere classificate come antisemitismo. Possono essere condivise o meno, ma non sono espressione di razzismo. Se la pensassimo in questo modo, dovremmo dire che ogni antifascista è un anti-italiano e che ogni anti-nazista è un anti-tedesco (o che ogni persona che ritiene Bush un inetto - e grazie al cielo non sono poche - sia un antiamericano). Invece non è così. La realtà è che la destra italiana non ha argomenti per coprire il suo filo-israelismo acritico che la porta ad avallare l'uso di bombe al fosforo sulle zone abitate, il bombardamento delle scuole e dell'Università di Gaza e la violazione quarantennale di risoluzioni Onu; allora cerca di ricorrere all'equazione (invero stupida ed insultante) "critica politica ad Israele = antisemitismo". Quando si hanno poche idee (e probabilmente molto pelo sullo stomaco) si fa questo ed altro. Se ci si rendesse conto (cosa che molti intellettuali israeliani fanno) che chi invade Gaza spargendo sangue di persone innocenti insulta Israele e l'ebraismo quasi quanto Ahmadi Nejad, si renderebbe un buon servizio alla verità, alla politica ed alla storia. Ma forse si tratta di un compito impari alle capacità dei membri del nostro Governo.





NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-29/lefebvriani/lefebvriani.html
(2): Si veda http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/26/Riccardi_ricomposto_uno_scisma_Mossa_co_8_090126056.shtml
(3): Si veda http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-29/intervista-kung/intervista-kung.html
(4): Cfr. http://www.corriere.it/politica/09_gennaio_27/frattini_santoro_antisemitismo_1ce70cd8-ec55-11dd-be73-00144f02aabc.shtml