2010.08.09 - Rassegnarsi all'immanenza


Il vescovo ausiliario di Salisburgo, Andreas Laun, ha affermato che la partecipazione a un evento non proprio in linea con i valori predicati da Santa Romana Chiesa come la recente Love Parade di Duisburg è peccato, per cui i tragici eventi lì avvenuti pochi giorni fa (ventuno giovani deceduti poiché schiacciati dalla folla) altro non sarebbero che una legittima (quindi, giusta) punizione divina contro una generazione di sbandati (1).
Si può pensare tutto il male possibile di un evento come la Love Parade: del resto, anche chi scrive queste modeste vede certe manifestazioni con un po’ di perplessità.

Laun non ce ne vorrà se affermiamo che anche la religione può essere considerata in vari modi, non tutti positivi. Del resto, qualora ce ne volesse, il nostro giudizio su di lui e sulla fede non cambierebbe, e se cambiasse non sarebbe certo in meglio.

Credere è un rispettabile (peraltro non in tutti i casi) atto di volontà: Dio non esiste, e né Laun né nessun altro ci ha mai fornito prove in tal senso. Di tutto questo, Laun dovrebbe essere contento. Se Dio esistesse, prima di eliminare i (presunti) peccatori metterebbe a tacere gli imbecilli, specie se si arrogano il diritto di parlare in suo nome.

Si rassegni all’immanenza, caro Laun. Mai come nel suo caso si può dire che le conviene.




NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/09/news/love_parade_punizione_divina-6172057