2010.10.28 - Fammi una Lega
La Lega Nord è un partito di gentiluomini e gli osservatori delle cose italiane sono avvezzi a tutto: nulla più stupisce, siamo diventati uomini di mondo, come avrebbe detto Totò.
Tuttavia, quando ho letto un articolo tratto dal “Corriere di Bologna” on-line (http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2010/21-ottobre-2010/lega-consegna-slip-sindaco-mi-sento-offesa-1704002354327.shtml) un balzo sulla sedia l’ho fatto. Qui si afferma che un consigliere leghista del comune di Castel San Pietro (Bologna), dopo aver concluso un suo intervento in Consiglio comunale, ha pensato bene di lasciare un cadeau alla sindaca, Sara Brunori, iscritta al Pd.
È del tutto normale che il consigliere, il cui nome è Gino Volta, volesse fare un regalo “ironico” alla sindaca: egli è all’opposizione e quindi non condivide la politica dell’amministrazione di sinistra di Castel San Pietro.
Però c’è un però. Lo sapete qual è stato il regalo di Gino Volta alla sindaca? Un paio di mutande su cui è raffigurato un uomo che dice, evidentemente rivolto a Sara Brunori, “Fammi una Lega”.
Brivido, e non di freddo.
Qui si passa dal legittimo (la critica politica e, se vogliamo, anche la mancata stima) all’illegittimo, dal critico al triviale, dal rispettabile al deprecabile, dal fermo all’offensivo.
Soprattutto, il consigliere Volta dimostra di essere imbevuto di sessismo fino al midollo, il che non depone certo a suo favore. È opinione troppo diffusa nei maschi – e chi scrive non ha la presunzione di essere estraneo a tale tendenza – che quando si parla con le donne si possano sempre fare allusioni sessuali e, che è ancora peggio, che le donne possano essere viste e giudicate in ogni caso come bestie da sesso. Sei donna? Hai valore solo se sei bella e se sei disponibile, nulla conta quel che dici, che fai e che sei. Il tuo unico ruolo nella società è, ci si perdoni la volgarità, quello di aprire le gambe.
Ognuno può giudicare come crede tale modo di vedere il mondo. Ovviamente il consigliere Volta dirà che lui ha scherzato, che il suo è stato un atto giocoso, che ci vuole una mentalità meno seriosa, che per questo la sinistra perde le elezioni e altre amenità da piccola mirabilia del maschio di destra. Sarebbe bene rispondergli che certi regali dovrebbe limitarsi a farli a sua moglie, ammesso che questa non abbia già chiesto il divorzio o non lo chieda – e sarei pienamente solidale con la signora se lo facesse – dopo aver visto di quali finezze morali e materiali è capace il suo uomo.
Si obietterà che comportamenti come quello di Volta sono solo gesti tipici della provincia morbosa, episodi pseudo-boccacceschi da commedia all’italiana. Anche qui ci sono fondati motivi per non essere d’accordo. Non c’è nulla di più auto-assolutorio della commedia all’italiana, del ricondurre i nostri difetti a meri momenti goliardici dai quali si evincerebbe che, malgrado tutto, non si possa che rafforzare il mito fasullo degli “italiani brava gente”, sempre che i leghisti non si sentano offesi nel sentirsi definire italiani. A differenza di quanto insegna “Amici miei”, ci sono cose con cui non si può e non si deve scherzare, elementi materiali e immateriali che vanno posti al di sopra del gioco e del lazzo. Uno di questi è il rispetto per il prossimo. Se questo modo di vedere le cose è tacciabile di moralismo, non so che farci: è meglio essere moralisti che immorali ed è meglio essere noiosi che idioti.
La Lega, secondo una celebre affermazione del suo deus ex machina Umberto Bossi, ce l’ha duro. Più che invidia, nutro pena per tale perenne turgidità, peraltro solo autocertificata. Se poi dall’evolversi degli eventi ci si rende conto che più del pene è duro il comprendonio, la commiserazione aumenta.
A CASTEL SAN PIETRO
La Lega le consegna uno slip
Il sindaco: «Mi sento offesa»
Un consigliere le dà alla sindaca, Sara Brunori
Bufera politica, il Pd chiama Maroni
Ha suscitato le ire del primo cittadino di Castel San Pietro Terme (Bologna) – Sara Brunori, Pd, alla guida di una giunta di centro sinistra – il gesto compiuto ieri sera in consiglio comunale da un consigliere della Lega Nord, Gino Volta, che ha consegnato al sindaco un capo di biancheria intima con scritte di cattivo gusto. A quanto si è appreso, l’esponente del Carroccio nel suo intervento ha criticato la politica della giunta, concludendo che avrebbe lasciato i cittadini in mutande. Poi ha consegnato un pacchetto al sindaco e se ne è andato. La Brunori ha scartato l’omaggio e si è trovata tra le mani uno slip di pizzo bianco con stampata una figurina maschile in boxer a cui un fumetto faceva dire una frase a doppio senso. «Qualcuno cercherà di minimizzare questo gesto come goliardico ma, come donna e come rappresentante della città e dello Stato, sono profondamente offesa da questo atto molto volgare», ha commentato oggi in una nota Sara Brunori. «Quando non si hanno argomenti intelligenti si passa sempre agli insulti - ha continuato - Il consiglio comunale non è un bar, ma è il luogo del confronto civile, il cuore della democrazia, in cui i rappresentanti eletti dal popolo si confrontano e fanno scelte nell’interesse della comunità. Offendere il consiglio e il sindaco, nel tentativo di ridicolizzarli, è un atto antidemocratico che, in questo caso, è aggravato dal carattere sessista, purtroppo molto diffuso in certi ambienti politici in cui le donne hanno spazi marginali o inesistenti. Come sindaco e come persona - ha concluso Brunori - attendo ora scuse ufficiali e mi aspetto che i gruppi consiliari prendano distanza da quanto è accaduto. Naturalmente valuterò eventuali azioni successive in difesa dell’onorabilità dell’istituzione che rappresento».
Il deputato Pd ed ex sindaco di Imola Massimo Marchignoli, annuncia che segnalerà «al ministro degli Interni la gravità del gesto compiuto ieri sera da un consigliere comunale della Lega Nord di Castel San Pietro. Non sarebbe sufficiente sostenere che quel gesto nei confronti di Sara Brunori è talmente ignobile che si commenta da solo - afferma il deputato - In questo caso occorre esprimersi perchè siamo di fronte ad un vero e proprio atto di violenza nei confronti di una donna. Non c’entra la lotta politica: siamo all’ostentazione della barbarie di cultura e di valori. Il consigliere comunale della Lega Nord ed il suo partito chiedano scusa al sindaco Brunori ed alla città di Castel San Pietro Terme». Ieri sera, durante il consiglio comunale di Castel San Pietro, il consigliere comunale della Lega Gino Volta, al termine di un intervento critico ha consegnato al sindaco Sara Brunori (Pd) un pacchetto contenente uno slip di pizzo con stampata una figurina maschile in boxer a cui un fumetto faceva dire la frase «fammi una lega».
21 ottobre 2010 (ultima modifica: 22 ottobre 2010)