2008.10.15 - Stelle a destra
Pensavo che, dal punto di vista editoriale, il livello intellettuale dei libri di Bruno Vespa fosse inarrivabile.
Ero anche in buona compagnia, dal momento che Sergio Luzzatto ha definito "brunovespismo" il modo sciatto e per nulla scientifico con il quale molti giornalisti affrontano i temi storici (1). Invece, e non è certo una bella notizia, credo proprio che abbiamo sceso un altro gradino verso i fondali della mediocrità culturale. L'edizione on-line del "Corriere della Sera" (2) ci informa che è in uscita il primo libro di Mara Carfagna, dal surreale titolo Stelle a destra. Il volume si avvale anche di una prefazione di Francesco Cossiga, il quale evidentemente ha con le donne di giovane età un rapporto complesso (si ricorderanno senz'altro le palate di fango che l'ex inquilino del Quirinale ha versato su Margherita Granbassi e sulle hostess dell'Alitalia). Con assoluto sprezzo del pericolo, Carfagna (o chi per lei) pare abbia tessuto un ritratto storico-intellettuale delle più importanti donne della politica mondiale. Sarebbe bello sapere quale sia il metodo scientifico sul quale poggiano le sudate carte carfagnane, le fonti storiche, sociologiche e politologiche che fanno da impalcatura a Stelle a destra. Speriamo che un giorno la ministra Carfagna possa illuminarci e toglierci dalla testa l'idea che il suo agile libretto sia l'ennesima piegatura della storia e della politologia a fini di auto-promozione, un ulteriore mattoncino messo sul muro del maltrattamento dei saperi umanistici (storia in primo luogo) che caratterizza il nostro paese. In Italia, infatti, tutti si sentono storici. Tutti pensano che esercitare questa professione sia la cosa più facile del mondo in quanto essere storici significherebbe (ovviamente, secondo la tristissima vulgata dominante) essere dei narratori di eventi e nulla più. Per fare gli storici, invece, occorrono una cultura vastissima ed una metodologia scientifica estremamente solida: i fatti non si raccontano, bensì si contestualizzano e si interpretano, ed è una cosa ben diversa. Oltre a ciò, e mi sembra doveroso ricordarlo, occorre molta onestà intellettuale.
Penso a quanti straordinari giovani studiosi (e studiose) mai potranno pubblicare un libro serio a causa della mortificazione della cultura che caratterizza la storia recente della nostra Repubblica. Chi conosce quanto previsto dal Decreto Legge n°112/2008 sa che ad un'intera generazione di intellettuali viene di fatto preclusa la carriera universitaria. Ragazzi e ragazze con titoli e potenzialità intellettuali di enorme rilevanza vengono sacrificati non si sa su quale altare. Sarebbe bello chiedere a questi/e studiosi/e tra i 25 ed i 40 anni, cui il Governo Berlusconi toglie ogni prospettiva (dopo che la sedicente sinistra li aveva ignorati), cosa pensano nel vedere che Mara Carfagna prima diventa ministra, poi pubblica pure un libro. Mi domando soprattutto cosa le donne pensino della ministra Carfagna, se si sentono rappresentate da essa o se invece non provino scandalo (o vergogna, o disprezzo, o non so cosa) verso una ex (molto mediocre) conduttrice tv entrata a far parte dell'esecutivo di un paese del G8 per meriti che ben poco hanno a che fare con la politica.
Temo però che ci attendano anni in cui provare scandalo (o vergogna, o disprezzo, o altro) sarà quasi un lusso. Il collante sociale che teneva assieme il paese si è liquefatto; il lavoro dipendente è stato completamente disarticolato e defraudato di ogni diritto minimo; il welfare state è stato svuotato; la scuola è stata umiliata e privata della sua funzione socio-educativa: la società è stata totalmente atomizzata e, mi si perdoni il termine orribile, televisionizzata. Verso dove ci porta questa politica non ci è dato sapere. Spiace il fatto che la sinistra non abbia semplicemente saputo, bensì non abbia voluto arrestare questa tendenza. Sovente l'ha addirittura sposata, e l'abbraccio di questa moglie infida si è rivelato mortale. Ora c'è il deserto attorno a tutto e ricostruire un'idea alternativa di società (ammesso che ci sia qualcuno che si è reso conto che si debba ricostruire un'idea alternativa di società) richiede un periodo molto lungo. Saranno anni in cui sarà egemone quel modello sociale che consente a Mara Carfagna di essere ministra ed intellettuale, in cui molte intelligenze non troveranno uno sbocco consono alle proprie legittime ambizioni, in cui la mobilità sociale sarà prossima allo zero (a meno di non vendere il proprio corpo). Saranno anni di ripiegamento doloroso, in cui i meriti e le doti intellettuali conteranno ben poco. Anni in cui le stelle staranno a destra, insomma...
Nel 1993, Oliviero Beha scrisse un libro su Tangentopoli e sulla crisi morale dell'Italia intitolandolo Anni di merda. Se Beha ne avesse voglia, c'è molto materiale per scriverne il seguito.
NOTE:
(1): Si veda Sergio Luzzatto, Sangue d'Italia. Interventi sulla storia del Novecento, ManifestoLibri, Roma 2008.
(2): Cfr. http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/politica/articoli/2008/10_Ottobre/13/carfagna_libro.shtml
(3): Il passo è tratto da La domenica delle salme, canzone scritta con Mauro Pagani.