2009.10.28 - Usanza indegna


Il Pd ha un nuovo segretario. Come da pronostici, Pierluigi Bersani ha vinto piuttosto nettamente.
Ora lo attende un compito difficile, quello di preparare un programma alternativo al berlusconismo raccogliendo intorno al suo partito un'alleanza che sia compatta e credibile. Francesco Rutelli ha reagito all'elezione di Bersani abbandonando il partito riuscendo - contrariamente alle sue aspettative - a non suscitare rimpianti. I guai settimanali del Pd, comunque, non vengono da Rutelli, bensì dal caso riguardante Piero Marrazzo. Si tratta di una vicenda che, contrariamente a quanto si vuol far pensare da destra, nulla c'entra con le escort berlusconiane. Peraltro, Piero Marrazzo allo stato attuale non solo non è indagato, ma è parte lesa nella vicenda (semmai dovrebbe far riflettere il fatto che quattro Carabinieri possano permettersi di comportarsi da taglieggiatori contro la comunità trans romana). Marrazzo non ha promesso posti a nessuno, né ha candidato i trans che frequentava alle elezioni regionali del Lazio, né ha usato la sua auto blu come un taxi su cui far scorrazzare amici ed amiche. Oltre a ciò, degli assessori della Giunta laziale non si può dire che occupino il loro posto per aver fatto favori sessuali a qualcuno. Ma se da un punto di vista giudiziario Marrazzo sembra (stando a quanto si conosce attualmente della vicenda che lo vede coinvolto) del tutto pulito, non si può non tacere un certo disagio di fronte a quanto accaduto. Un disagio morale (e si spera non moralistico), perché un uomo di sinistra dovrebbe ricordare sempre che è suo dovere essere diverso, essere migliore, al di sopra di ogni sospetto. Chi scrive non pensa che per essere buoni politici si debba scivolare nell'anacoretismo, ma è anche convinto che mettersi in mutande davanti alla prima prostituta che passa (donna o trans che sia), magari in presenza di qualche grammo di cocaina, non sia usanza degna di un servitore del popolo.