2009.04.17 – Soggiogatori
Pensavo che solo un paese sgangherato come l'Italia avesse in sorte qualcuno che, da posizioni governative, invoca la secessione. Mi sbagliavo.
Dimenticavo che gli Usa sono una nazione che non si fa mancare mai niente, nel bene e nel male. Non a caso, il governatore del Texas ha detto, parlando a margine del Tax Day Tea Party (una manifestazione anti-tasse tenutasi in vari stati americani, il cui nome non lascia indifferente chi ha qualche cognizione minima di storia moderna), che la politica fiscale di Barack Obama (ovviamente definita "centralista", in quanto i secessionisti di ogni ordine, grado e latitudine hanno un vocabolario ed un armamentario politico assai limitati) soffoca la libertà degli stati federali e che, qualora essa non subisse i correttivi del caso, il Texas si riterrebbe autorizzato a uscire dagli Usa.
Non sappiamo se il governatore del Texas, il repubblicano James Richard Perry (detto Rick), sia solo un fanatico friedman-reaganiano o se, come i secessionisti di casa nostra, ce l'abbia duro, mandi i maiali ad urinare sulle aree destinate alla costruzione di moschee, minacci di imbracciare i fucili, realizzi leggi elettorali che poi autodefinisce "porcate". Certo è che sarebbe opportuno riflettere sull'odio atavico di una certa parte del popolo americano nei confronti dello Stato, visto come ostacolo al libero dispiegarsi della volontà individuale. Chi sa come si sono formati gli Usa può comprendere agevolmente le ragioni di questo atteggiamento e sa anche che in Italia le ragioni del radicamento elettorale della Lega Nord risiedono in ragioni diverse (su cui per brevità non ci si sofferma in questa sede). Eppure analoga è la risultante: l'anti-statalismo si traduce in un darwinismo sociale e politico che mina l'equilibrio della convivenza civile. Si dirà che ogni momento di malagestione della cosa pubblica da parte dello Stato si traduce nell'elemento di più duratura legittimazione degli anti-statalisti, e certo questa obiezione ha i suoi fondamenti. Però nessuna nazione, nemmeno la più corrotta, ha un sistema istituzionale che genera solo ed unicamente momenti negativi, e chi non si accorge di ciò è persona in malafede.
In una sua recente poesia, Valerio Magrelli ha scritto di amare lo Stato, le carte bollate, gli iter burocratici e quant'altro. Sono l'espressione di un tentativo di conferire al vivere civile un ordine, di rendere tutti gli uomini, nessuno escluso, uguali in termini di diritti e dignità. Per quel che può valere, condivido l'opinione di Magrelli. Dietro le tasse e le leggi non c'è la volontà di soffocare, ma quella di liberare. Proprio per questo vedo negli anti-statalisti i veri e terribili soggiogatori del nostro tempo. Allo stesso modo, vedo nella sinistra che rincorre il modello liberista il massimo dell'incapacità di ogni elaborazione intellettuale, l'abiura al proprio dovere politico di tutelare i deboli.
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Usa-Texas-Obama-cambia-secessione/16-04-2009/1-A_000016059.shtml
(2): Di cui si veda il sito http://www.rickperry.org