2008.12.22 – Lavoratori


L'Italia era (è?) in guerra e non ce lo avevano detto. Meglio, ci avevano informato che eravamo in missione di pace.
Purtroppo, non solo è stata calpestata impunemente la Costituzione, ma pare che i militari italiani inviati in Iraq siano stati mandati all'avventura senza adottare le doverose misure di sicurezza. A dirlo non sono i soliti disfattisti, ma il Tribunale Militare di Roma, il quale, in merito alla strage di Nassiriya, ha sì assolto il generale dell'Esercito, Vincenzo Lops, ma ha condannato il suo collega Bruno Stano (due anni di reclusione) ed ha rinviato a giudizio il colonnello dei Carabinieri, Georg Di Pauli (quest'ultimo, a differenza dei primi due, ha scelto il rito ordinario e non quello abbreviato). I tre erano imputati per non aver adottato le misure atte alla difesa della base Maestrale (tutti ricorderanno che nel novembre 2003 vi fu un'azione suicida che provocò la morte di 19 italiani) (1).
Naturalmente la sentenza del Tribunale Militare di Roma sarà appellata e quindi nessuno può affermare che Stano sia colpevole di qualcosa. Allo stesso modo, è probabile che le persone sopra citate non siano le sole ad aver compiuto le (eventuali) negligenze di cui sono accusati. Può darsi che anche gradi più alti abbiano commesso errori di valutazione in merito alle capacità offensive dei combattenti iracheni. Tuttavia, non si può negare che a Nassiriya i militari italiani hanno dato prova di una pessima organizzazione, pagata con un prezzo elevatissimo: 19 vite umane (a cui vanno aggiunte almeno altre dieci vittime irachene) interrotte. Anche i militari sono lavoratori, non carne da macello, ed è sbagliato pensare che la morte, per loro, è un rischio "normale". Anche quando vengono impegnati in missioni i cui scopi non possono essere ritenuti condivisibili (e la missione in Iraq nulla aveva di nobile), i militari sono uomini la cui integrità va tutelata. Il Tribunale Militare di Roma oggi ce lo ha ricordato e non possiamo che essergliene grati.




NOTE:
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/nassirya-processo/condannato-generale/condannato-generale.html