2010.06.21 - Breve apologia dei padri
Verrà un giorno in cui andranno al potere i figli. Quel giorno, ne sono convinto, riusciremo a rimpiangere i padri.
Due sono le cose che stamattina mi hanno convinto di questa cosa.
La prima è la lettura di un articolo di Giovanna Casadio, la quale ci informa che alcuni giovani del Pd si sono inalberati perché alla convention del partito tenutasi al Palalottomatica l’altro giorno, l’attore Fabrizio Gifuni ha osato pronunciare le parole “Care compagne e compagni”. I giovani hanno sostenuto che certi termini non rientrano nel loro pensare politico (testuale) poiché esemplificative di un trapassato che non li vede come destinatari (testuale pure questo).
Ci fa piacere apprendere che questi simpatici virgulti della politica abbiano un “pensare politico”, perché fino a oggi non ce n’eravamo accorti. Tutto sommato, però, non neghiamo che la nostra negligenza ci facesse vivere meglio. La parola “compagno”, nella tradizione social-comunista, vuol significare il superamento del concetto di diversità: ricco, povero, donna, uomo, intellettuale, incolto e ogni altra dicotomia sono state superate dalla parola “compagno”, la quale è la massima attestazione di solidarietà e fratellanza. Io sono uguale a te chiunque tu sia perché noi siamo “compagni”, ecco il senso di questo termine (e, se vogliamo, dell’essere di sinistra). Ai giovanotti del Pd ciò non sta bene, evidentemente concetti come quelli sopra sinteticamente esposti non gli appartengono. Ma nulla del patrimonio culturale della sinistra appartiene a questi ragazzini saccenti i quali pensano che il mondo si esaurisca con Facebook e gli abitucci firmati comprati con i soldi di papà. Il loro vuoto intellettuale annichilisce ed è secondo solo alla loro presunzione.
La seconda cosa è stata invece la visione della foto di Renzo Bossi a Pontida con una maglietta recante la scritta “il trota” (la foto è visibile anche sotto). Renzo Bossi ha più bocciature scolastiche che anni di vita ed un viso non particolarmente intelligente: due doti che non depongono esattamente a suo favore. Anche se ha tutta l'aria di chi non ha mai visto un libro diverso dall'elenco telefonico o dall'album delle figurine Panini, ammetto che Bossi jr. mi fa meno paura dei giovani del Pd che rispetto a lui sono uguali e contrari (oltre che più snob). Eppure, ovviamente, nemmeno lui mi ispira simpatia. Il fatto un uomo simile sia destinato a guidare un partito politico non mi lascia esterrefatto solo perché l'Italia è un paese in cui tutto ciò che non fa parte della logica avviene con sconcertante facilità.
Gli unici che mi ispirano simpatia, non posso negarlo, ormai sono i padri. Hanno il torto di aver generato figli che sono autentici mostri, è vero, ma sono anche l’unico argine rimasto a cotanto squallore. Speriamo che tengano duro.
Après eux, le déluge.
NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2010/06/21/news/compagni_pd-5013054
Due sono le cose che stamattina mi hanno convinto di questa cosa.
La prima è la lettura di un articolo di Giovanna Casadio, la quale ci informa che alcuni giovani del Pd si sono inalberati perché alla convention del partito tenutasi al Palalottomatica l’altro giorno, l’attore Fabrizio Gifuni ha osato pronunciare le parole “Care compagne e compagni”. I giovani hanno sostenuto che certi termini non rientrano nel loro pensare politico (testuale) poiché esemplificative di un trapassato che non li vede come destinatari (testuale pure questo).
Ci fa piacere apprendere che questi simpatici virgulti della politica abbiano un “pensare politico”, perché fino a oggi non ce n’eravamo accorti. Tutto sommato, però, non neghiamo che la nostra negligenza ci facesse vivere meglio. La parola “compagno”, nella tradizione social-comunista, vuol significare il superamento del concetto di diversità: ricco, povero, donna, uomo, intellettuale, incolto e ogni altra dicotomia sono state superate dalla parola “compagno”, la quale è la massima attestazione di solidarietà e fratellanza. Io sono uguale a te chiunque tu sia perché noi siamo “compagni”, ecco il senso di questo termine (e, se vogliamo, dell’essere di sinistra). Ai giovanotti del Pd ciò non sta bene, evidentemente concetti come quelli sopra sinteticamente esposti non gli appartengono. Ma nulla del patrimonio culturale della sinistra appartiene a questi ragazzini saccenti i quali pensano che il mondo si esaurisca con Facebook e gli abitucci firmati comprati con i soldi di papà. Il loro vuoto intellettuale annichilisce ed è secondo solo alla loro presunzione.
La seconda cosa è stata invece la visione della foto di Renzo Bossi a Pontida con una maglietta recante la scritta “il trota” (la foto è visibile anche sotto). Renzo Bossi ha più bocciature scolastiche che anni di vita ed un viso non particolarmente intelligente: due doti che non depongono esattamente a suo favore. Anche se ha tutta l'aria di chi non ha mai visto un libro diverso dall'elenco telefonico o dall'album delle figurine Panini, ammetto che Bossi jr. mi fa meno paura dei giovani del Pd che rispetto a lui sono uguali e contrari (oltre che più snob). Eppure, ovviamente, nemmeno lui mi ispira simpatia. Il fatto un uomo simile sia destinato a guidare un partito politico non mi lascia esterrefatto solo perché l'Italia è un paese in cui tutto ciò che non fa parte della logica avviene con sconcertante facilità.
Gli unici che mi ispirano simpatia, non posso negarlo, ormai sono i padri. Hanno il torto di aver generato figli che sono autentici mostri, è vero, ma sono anche l’unico argine rimasto a cotanto squallore. Speriamo che tengano duro.
Après eux, le déluge.
NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2010/06/21/news/compagni_pd-5013054