2009.04.26 - Berlusconi e la Resistenza messa in soffitta


Mi sembra che Alberto Asor Rosa, in relazione al discorso pronunciato ieri a Onna da Silvio Berlusconi, abbia individuato la chiave di lettura più giusta:

"La caratteristica principale di Berlusconi anche in questo discorso è il vampirismo, lui succhia il sangue dove lo trova, di qualsiasi natura sia quel sangue, perché è in grado di metabolizzare qualunque cosa". Per Asor Rosa, Berlusconi riesce sempre a depotenziare le "ultime ragioni dell’avversario, complice la sua forza, ma anche la debolezza dei democratici, tra i quali c’è una subalternità complessiva al Cavaliere tale da indebolire qualsiasi argomento usato nei suoi confronti" (1).

A me sembra che Berlusconi a Onna abbia parlato da uomo che mira ad accreditarsi come futuro Presidente della Repubblica, e che per questo abbia effettuato un "doveroso" omaggio formale alla Resistenza. Ma nella sostanza, egli l'ha santificata, svuotata di contenuto attuale e messa in soffitta. Il Presidente del Consiglio ha infatti detto che "con rispetto dobbiamo ricordare oggi tutti i caduti, anche quelli che hanno combattuto dalla parte sbagliata sacrificando in buona fede la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta" (a Roma aveva addirittura ipotizzato l'opportunità di parificare partigiani e repubblichini), ha affermato che la Costituzione ha garantito la libertà e lo sviluppo del Paese, ma ha mancato "l’obiettivo di creare una coscienza morale 'comune' della nazione, un obiettivo forse prematuro per quei tempi, tanto che il valore prevalente fu per tutti l’antifascismo, ma non per tutti l’antitotalitarismo", dividendo per l'ennesima volta i buoni dai cattivi (che, va da sé, per Berlusconi erano e sono i comunisti). Intendiamoci, non è sensato sostenere che questi siano temi da rimuovere. E' però vero che Berlusconi li risolve in modo manicheo ed inaffidabile sotto il profilo della rilettura storica. Quando poi egli ha detto di essere "convinto che siano maturi i tempi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà, e possa togliere a questa ricorrenza il carattere di contrapposizione che la cultura rivoluzionaria le ha dato e che ancora divide piuttosto che unire" (2) ha di fatto invitato tutti a chiudere per sempre una pagina della storia ed a tuffarsi acriticamente nell'afascismo, in un indistinto "volemose bene" che cancelli ogni responsabilità passata.

Il Presidente del Consiglio a Onna ha quindi fatto per l'ennesima volta un uso politico della storia. Del resto, non vedo cosa ci fosse da attendersi da un uomo che mai, da quindici anni a questa parte, aveva reso omaggio al 25 aprile. L'anno scorso disse addirittura che non aveva tempo da perdere con queste cose e che sarebbe rimasto nel suo studio a lavorare. I convincimenti non si cambiano in un giorno, specie se si ha un'alta considerazione di sé. Essendo l'io di Berlusconi notoriamente ipertrofico, credo che tutto si spieghi.

Rimane da dire qualcosa su Dario Franceschini, il quale da giorni stava tempestando pubblicamente Berlusconi affinché questi intervenisse alle celebrazioni della Liberazione. Da un punto di vista mediatico, Berlusconi ha schiacciato il leader del Pd, il quale si ostina a sfidare Berlusconi non sul piano della creazione di un modello alternativo di società, bensì su temi ad "alto impatto", slegati tra loro. Ecco quindi Franceschini che chiede l'una tantum sui redditi dei milionari, che sfida Berlusconi a dare l'assegno di mantenimento ai disoccupati e che lo invoca in piazza. Sfidare Berlusconi sul piano mediatico non solo è indice dell'egemonia del modello culturale della destra italiana (che ha permeato di sé anche la sedicente sinistra), ma significa andare incontro ad una sconfitta sicura, perché Berlusconi è un uomo che concepisce la sua politica come immagine, propaganda, campagna elettorale perenne, annunci eclatanti. Da questo punto di vista il leader del PdL è un impareggiabile maestro. Franceschini è un buon uomo, ma mi sembra che non possieda un disegno politico di un qualche rilievo. Egli dà l'impressione di muoversi in base ai sondaggi e non secondo una strategia complessiva di rivitalizzazione della sinistra e lo scollamento ogni giorno più marcato del Pd Perseverare su questa strada non credo lo porterà lontano.




NOTE
(1): Cfr Jacopo Iacoboni, 25 aprile, tormenti a sinistra: "Berlusconi ci ruba l'identità", in http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200904articoli/43141girata.asp
(2): Il testo del discorso pronunciato da Silvio Berlusconi a Onna è in http://www.governo.it/Presidente/Interventi/testo_int.asp?d=44680