2010.09.09 - Angela Napoli e la mignottocrazia


Incipit sostanzialmente superfluo per chi solitamente frequenta questo sito: io non sono di destra. Ciò premesso, riconosco all’onorevole Angela Napoli di essere una rispettabile donna.
Non mi sono sorpreso, ieri pomeriggio, nel leggere che la parlamentare, intervistata da Klaus Davi, abbia affermato: «Non escludo che senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite. Purtroppo può essere vero e questo porta alla necessità di cambiare l'attuale legge elettorale» (1) e «E' chiaro che, essendo nominati, se non si punta sulla scelta meritocratica, la donna spesso è costretta, per avere una determinata posizione in lista, anche a prostituirsi o comunque ad assecondare quelle che sono le volontà del padrone di turno» (2). Mi sono semmai sorpreso nell’apprendere che una persona seria come l’onorevole Napoli abbia sentito il bisogno di concedere un’intervista a un personaggio come Klaus Davi, ma questo è un altro discorso.

Angela Napoli non ha fatto altro che esternare su un tema che da tempo vede rincorrersi voci di vario tipo, e di cui anche questo sito lo scorso anno si è occupato. Chi scrive ha l’impressione che l’onorevole Napoli non abbia detto tutto ciò che sa o che, quanto meno, ha sentito dire. Peccato, perché un’ulteriore contributo su quella che Paolo Guzzanti ha definito “mignottocrazia” ci avrebbe aperto un quadro ulteriore sulla crisi morale italiana.

Rimane però un’ultima domanda: se l’onorevole Napoli, né più né meno di Gianfranco Fini (suo leader politico di riferimento), sapeva della deriva morale del Pdl, perché ha accettato di farne parte?



NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/politica/10_settembre_08/napoli-deputate-prostituzione_23e5a79c-bb4d-11df-993b-00144f02aabe.shtml
(2): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2010/09/08/news/angela_napoli_deputate_prostitute-6870720/?ref=HREC2-2