2010.10.07 - Tante scuse


Giuseppe Ciarrapico ha chiesto scusa. Ha inviato una lettera aperta al presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane in cui ha detto tra l’altro di aver utilizzato a sproposito un’immagine per esemplificare la propensione altrui – quindi del Presidente della Camera – al voltafaccia (1).
Già, perché il senatore, quando deve porre in risalto i difetti e gli errori degli altri, usa sempre elementi riconducibili alla storia degli ebrei. Poniamo il caso che Ciarrapico trovi una macchina parcheggiata in seconda fila, subito dice: “Ah, ci vorrebbe che i Vigili ti mettessero la stella gialla sul parabrezza!”. Oppure, mettiamo che la sua domestica si dimentichi di riordinargli la scrivania, eccolo che la chiama e le dice “Signora, la vedo sbadata. Perché non si fa una doccetta con lo Zyklon B per riordinarsi le idee?”. E infine, perché no, se al ristorante gli servono qualcosa che non gli solletica l’appetito, eccolo gridare “Ao, ma che m’avete dato, er matzah? Ma li mortacci vostra…”

Nel 2010 basta una letterina di scuse per far credere di non essere in odore di antisemitismo. Aspettiamo a breve un altro exploit verbale e un’altra missiva, magari portano voti.

Pace fatta anche tra Gianni Alemanno e Umberto Bossi, autore, quest’ultimo, di una trita battuta sugli abitanti di Roma. La pace non è avvenuta dopo uno serrato confronto intellettuale o dopo un dibattito sui motivi del rapporto conflittuale tra settentrionali e meridionali. Per di più, nessuno si è azzardato a rileggere, pur se in breve, i punti di forza e i limiti del processo di unificazione del nostro paese. Del resto, sia detto con tutto il rispetto, né il ministro Bossi né il sindaco Alemanno paiono persone che si trovano a loro agio con i libri, la storia e la cultura in generale. Anzi, i due simpatici protagonisti di questa vicenda danno l’idea che di fronte a ogni forma di sapere diversa dai dati contenuti nella propria carta d’identità essi provino la medesima sensazione avvertita da un giovane che non vuole mettere incinta la propria ragazza e che scopre, dopo il coito, che il profilattico si è lacerato. Trattasi di quella reazione che gli adolescenti di oggi definiscono “paurissimaaaaa!” e che può avere drammatici risvolti sulla salute: i maligni dicono che il coccolone che anni fa ha colpito il leader leghista sia imputabile alla visione di un’enciclopedia, ma noi non lo crediamo (2).

Così, Alemanno e Bossi si sono incontrati ieri a Piazza Montecitorio, dove è stato organizzato un banchetto di riconciliazione davanti a piatti di coda alla vaccinara e polenta (3). Ognuno si era portato una comitiva di aficionados con bandiere e simboli d’ordinanza per fare folklore, mentre Luca Zaia, Roberto Cota, Renata Polverini e Maurizio Gasparri conferivano indubbio peso politico-intellettuale all’evento.

Il popolo romano ha mostrato di apprezzare, tanto è vero che le parole del virilissimo e impavido leghista Luca Zaia sono state: “Siamo sicuri che il servizio d’ordine funziona?”. Questi leghisti: dicono sempre di avercelo duro, affermano diuturnamente che spaccheranno le terga a tutti, poi se non hanno un nucleo di celerini attorno si barricano in casa e per tirarli fuori non bastano nemmeno i Vigili del fuoco con la fiamma ossidrica.

Dice: è finita a tarallucci e vino. Non è vero. È finita – si perdonino le sgrammaticature – che qualcuno (Alemanno) non conta niente, che qualcun altro (i leghisti) domani dirà cosa anche peggiori e che i romani sono stati presi in giro un’altra volta assieme a chi per unire questo paese, e per liberarlo dai nazifascisti, ha dato il sangue.

Berlusconi invece non ha chiesto scusa. Al contrario, ha rilanciato affermando che il suo governo durerà in carica fino a fine legislatura, che si faranno riforme, federalismo, smaltimento rifiuti, nucleare, crescita economica, blocco dell’immigrazione, guarigione degli infermi, abbattimento completo degli Appennini, festival del rutto libero a L’Aquila per dimenticare il terremoto e campionati di braccio di ferro con sputi in faccia (4). Non pago, ha promesso che a breve dieci milioni di famiglie riceveranno un libro contenente le misure che il Governo ha adottato in due anni di attività. La corsa a sgombrare le cassette della posta non è ancora iniziata. Non si riesce a capire per quale ragione.

Infine, chissà se chiederà scusa il sindaco di Prato, tal Roberto Cenni, il quale non ha proclamato il lutto cittadino dopo la morte di tre donne causata dal maltempo dei giorni scorsi. Le tre donne erano cinesi (5). Già, perché per qualcuno chi è nato fori d’Italia deve avere solo doveri e non diritti e riconoscenza. Mi auguro che la comunità cinese di Prato, nella prima occasione utile in cui ci sono da versare tributi al Comune, invii al signor Cenni una lettera con su scritto “Non paghiamo perché non siamo italiani”. Sarebbe una scusa, ma per quel che vale, avrebbe il mio appoggio.



Post scriptum: A proposito di antisemitismo, stamattina ho letto questa notizia: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/10/06/news/lezioni_di_negazionismo_falsit_ad_aushwitz-7784921/ . Una cosa da rabbrividire.




NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_04/ciarrapico-scuse-ebrei_3f0e53b4-cfd1-11df-8a5d-00144f02aabe.shtml
(2): Sabina Guzzanti ha invece ipotizzato un’altra causa per l’ictus che anni fa ha colpito Umberto Bossi. Si veda a tal proposito http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200807articoli/34591girata.asp .
(3): Cfr. http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=9&IDalbum=30657&tipo=FOTOGALLERY
(4): Cfr. http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_06/berlusconi-conferenza-stampa-palazzo-chigi_f49fd870-d165-11df-b040-00144f02aabc.shtml
(5): Cfr. http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2010/5-ottobre-2010/comunita-cinese-lutto-cittadino-sindaco-non-ci-sono-presupposti-1703886417462.shtml