2009.06.24 - Iran e Italia
A fronte di quanto sta accadendo in Iran, le elezioni italiane appaiono una vicenda davvero minore.
Ahmadi Nejad purtroppo è quello che è (un fanatico, intendo dire) ed una volta di più ha approfittato dell'occasione per dimostrarlo. Non so se ci siano gli estremi per parlare di una sorta di golpe, ma certo la repressione seguita alle proteste popolari per il verdetto elettorale è da ritenersi quantomeno esecrabile: per di più, si teme che il peggio debba ancora arrivare. Barack Obama ha preferito usare toni diplomatici, pur se molto fermi, mentre il Regno Unito ha richiamato il proprio rappresentante diplomatico a Teheran (1). La morte della giovane Neda Soltani (2) deve far riflettere tutti e deve inchiodare i governanti iraniani alle loro responsabilità, le quali sono gravissime. Fermo restando che esportare la democrazia con le armi è un'idea sbagliata, simili forme di repressione del dissenso non possono essere accettate per nessun motivo dalla comunità internazionale. Su questo nessuno può tacere o voltare gli occhi dall'altra parte.
Due parole sulle elezioni italiane, scusandomi per l'accostamento: al solito, e con sommo sprezzo del pericolo, tutti dicono di aver vinto. Con tutto il rispetto da me nutrito per lui (che è un bravo ragazzo), non riesco a capacitarmi delle parole di Franceschini, il quale sostiene che dal fine settimana è iniziato il declino del centro-destra. Il centro-sinistra ha perso decine di province e città importanti ed il crollo dei suoi consensi è stato drammatico, altro che "tenuta". Da questo punto di vista, sarebbe forse opportuno guardare in casa propria prima di evidenziare i (presunti) crolli altrui. Proprio per questo, quando Berlusconi replica affermando che di sconfitte così ne vorrebbe a decine (3), non ha esattamente torto, anzi. Tuttavia, va detto che se nel paese il blocco di destra aumenta i suoi consensi, articolando il dato si scopre che il Pdl non avanza e che invece è la Lega Nord a vedere i suoi elettori lievitare. Non so fino a che punto la cosa può star bene a Silvio Berlusconi, ma di certo non può essere passivamente subita da Fini e dalla componente aennina del Pdl, il cui peso nella maggioranza pare sempre meno rilevante. Staremo a vedere quali sviluppi ci riserverà nei prossimi giorni il dibattito politico, ma credo che non saranno tutte rose e fiori. Prima di finire, però, reputo doverosa un'altra annotazione sul Pd: il partito di Franceschini appoggiava con forza i referendum elettorali, i quali hanno avuto una partecipazione che, eufemisticamente, definirei ridicola. Franceschini aveva detto di andare a votare Sì perché, così facendo, si sarebbe aperto un fronte di scontro tra Bossi e Berlusconi. Sempre eufemisticamente, mi sa che Franceschini ha appena appena fallito, a dimostrazione ennesima che il suo partito brancola nel buio, privo di una qualsiasi strategia che lo possa traghettare fuori dalla crisi. Spero di potermi sbagliare, ma temo sia ancora drammaticamente lunga la notte della sinistra.
NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_23/iran_consiglio_guardiani_voto_5553f314-5fba-11de-bd53-00144f02aabc.shtml
(2): Cfr. http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_21/iran_video_ragazza_morta_simbolo_opposizione_847f148c-5e45-11de-8c08-00144f02aabc.shtml
(3): Cfr. http://www.unita.it/news/referendum_2009/85757/ballottaggi_del_giugno