2010.04.15 - Ancor più dei governanti


La Lega Nord fa bene il suo mestiere: vuole e ottiene praticamente tutto quel che chiede. Bossi ha detto a Berlusconi che il suo partito vuole posti di comando anche nelle grandi banche italiane e il presidente del Consiglio non ha fatto le barricate dinanzi all’uomo di Gemonio.

La cosa non sta bene a Gianfranco Fini, il quale non ci sta a far marginalizzare l’ala ex-Msi nel Pdl (oltre a se stesso) e oggi ha minacciato di dar vita a gruppi parlamentari autonomi, sciogliendo di fatto il “partito del predellino” (1).

Berlusconi ha risposto a Fini: “Hai 48 ore di tempo per pensarci e se entro questo arco di tempo non recederai da questo proposito, ti invito a dimetterti dalla presidenza della Camera”.

Non staremo a ricordare al presidente del Consiglio che la seconda e la terza carica della Repubblica non sono nominate da lui, ma dai membri dei due rami del Parlamento. Berlusconi, che certo non legge quanto qui si scrive e quindi non ce ne vorrà se non siamo d’accordo con lui, ha una concezione un po’ particolare dell’assetto istituzionale dello Stato e non perde tempo con chi la pensa diversamente da lui, cioè secondo Costituzione.

Non staremo nemmeno a porre in risalto la fedeltà sovrumana di Renato Schifani al suo capo-partito: “Quando una maggioranza si divide non resta che dare la parola agli elettori”, ha detto Schifani, che tradotto dal politichese all’italiano vuol dire “Caro Fini, andiamo a votare e vediamo se dopo la batosta che prenderai avrai ancora voglia di fare lo scapestrato” (2).

Quel che sottolineeremo è che un esecutivo che ha una maggioranza parlamentare schiacciante non solo è minato al suo interno da una conflittualità enorme, ma di fatto trascorre il suo tempo in due attività: varare leggi ad personam per il suo presidente e macerarsi in confronti muscolari tra leader. Ciò accade mentre fuori dal Palazzo gli operai salgono sui tetti poiché non hanno lavoro, i giovani rinunciano a cercarlo, gli indici macroeconomici attestano l’affondamento del paese, gli evasori fiscali scorrazzano, la disparità Nord-Sud si acuiscono, la ricerca scientifica è morta e la corruzione lievita.

Chi scrive non ha votato questo governo, né si aspettava da esso qualcosa di diverso. A giudicare dai positivi riscontri che la destra governativa ha ottenuto alle recenti elezioni regionali, nemmeno chi vota Pdl e Lega si attendeva altro. Pare poco verosimile che lo scontro odierno possa trasformarsi in crisi di governo, ma se si andasse davvero alle elezioni politiche in conseguenza di questa spaccatura, Gianfranco Fini (uomo cui va riconosciuto il serio impegno per costruire una destra moderna, lontana dalle inclinazioni padronali di Berlusconi e dalle nostalgie fasciste) di voti ne prenderebbe pochi e l’attuale presidente del Consiglio trionferebbe ancora (della sinistra non parlo nemmeno).

Tutto questo per dire che, ancor più dei governanti, mi preoccupano i governati.


NOTE
(1): Cfr. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201004articoli/54146girata.asp
(2): Cfr. http://www.corriere.it/politica/10_aprile_15/incontro-berlusconi-fini_7b4454f8-4892-11df-8e85-00144f02aabe.shtml