2008.10.22 - Tracotanza e (ed è) paura


Non so se avete visto Nicolas Sarkozy parlare all'Europarlamento ed affermare che l'Europa deve porsi come modello planetario per una politica di salvaguardia ambientale.

Non sono e non sarò mai un sarkozyano (o sarkozysta che dir si voglia), ma non posso non notare che in Francia la destra (per quanto esprima idee nelle quali non mi riconosco) tende assai meno della nostra alla peggior grettezza anti-moderna. Se si confrontano con quelle di Berlusconi, Matteoli, Prestigiacomo, Gasparri e compagnia, le parole di Sarkozy sono quelle di un uomo che vive in un altro secolo, le affermazioni di chi ha capito che il progresso non è tale se non si auto-regolamenta contro le idee di chi è fiero di essere rimasto ai tempi del padrone del vapore.
A proposito di atteggiamenti venati da una certa tracotanza, oggi Silvio Berlusconi si è alzato sulla sedia mentre annunciava che è sua intenzione inviare i militari nelle Università. Ha anche fatto lo sguardo cattivo. Ciò significa che Berlusconi ha paura della contestazione che sta montando nel mondo universitario. Nessuno schieramento militare è mai riuscito a vincere la forza delle idee, e questo il Presidente del Consiglio lo sa, così come sa che il fronte di contestazione alle scelte della ministra Gelmini può compattare un'opposizione sociale molto forte. Quando Berlusconi non sorride più, significa che avverte il pericolo. Quel pericolo che l'opposizione politica non sa fargli intravedere