2009.06.09 - Un limite al peggio
Ci si chiede sempre perché, terminato lo spoglio elettorale e conosciuti i relativi responsi, tutti inesorabilmente affermino di aver vinto.
Per fare un solo esempio, ieri Franceschini e Fassino esultavano in quanto il loro partito ha perso il 7,1% in un anno (alle politiche del 2008 aveva raccolto il 33,2% e 12.092.998 voti a fronte del 26,1% e 8.007.854 riscossi alle europee) e non è più quello di maggioranza relativa in Umbria e nelle Marche. La sconfitta del Pd, nonostante i suoi dirigenti affermino il contrario (forse per paura di ottenere ulteriori insuccessi ai ballottaggi che si svolgeranno tra due settimane) è grave e va a sommarsi ad una tendenza pluriennale di assottigliamento dei consensi. Per di più, trovo molto semplicistico dire che il crollo del Pd sia imputabile a Di Pietro. E' vero che l'Idv pesca pochi voti nell'ambito della destra e raccoglie la quasi totalità del suoi consensi tra gli elettori delusi dalla sinistra, ma è anche vero che questi stessi delusi (o almeno una parte significativa di essi) si asterrebbe dal votare se non vi fossero Di Pietro ed il suo schieramento. Quel che è certo è che l'Idv trionfa, mentre il Pd annaspa nel vuoto. Chi avrebbe potuto esultare assieme a Di Pietro dal risultato di questa tornata elettorale sarebbe stata la sinistra. Mentre l'arcobaleno bertinottiano nel 2008 aveva raccolto solo 1.124.418 voti (il 3,1% sul totale), nel weekend appena trascorso la sinistra ha ottenuto 1.996.705 voti (il 6,5%). C'era però un trascurabile dettaglio: la sinistra era divisa in due. Da un lato Prc-Pdci (3,4%) e dall'altro Sinistra e Libertà (3,1%). Risultato: nessuno dei due schieramenti ha superato il quorum e tutti a casa. Mi pare evidente che le segreterie di questi partiti debbano avere uno scatto di dignità ed ammettere la loro inadeguatezza rispetto alla situazione attuale. Intendiamoci, chi scrive non ripartisce in maniera uguale le colpe (trovo Vendola ed i suoi più politicamente irresponsabili di Ferrero, tanto per essere chiari), ma nessuno è esente da limiti ed errori.
Dall'altro lato, Berlusconi non ha sfondato e ha perso una parte significativa dei suoi voti a beneficio della Lega (la vera trionfatrice del weekend elettorale). Berlusconi non ha perso consensi per le vicende di questi giorni, ma li ha persi al Nord perché Bossi ed i suoi si sono mostrati, per così dire, più realisti del re e molto più in sintonia con l'aria (la brutta aria) che tira nella parte settentrionale del paese (ma non si trascuri che la Lega raccoglie sempre più voti anche in Emilia Romagna ed in Toscana). Oltre a ciò, li ha persi in Sicilia per la vicenda Lombardo. ma senza che il tutto avesse legami con le vicende legate a Noemi Letizia. Non si dica dunque che Berlusconi ha perso, non si pecchi di ottimismo. C'è stato un pesante riequilibrio all'interno dello schieramento che lo sostiene, ma dal centro-destra non è uscito nemmeno un voto verso l'opposizione.
Mi preme infine notare che Clemente Mastella è ritornato in pista ed è stato eletto parlamentare europeo (stavolta. come tutti sanno, si è riavvicinato a Silvio Berlusconi) assieme a Ciriaco De Mita. Si tratta, per usare un eufemismo, di "cavalli di ritorno". E' stata eletta la ex "letteronza" Barbara Matera, anche se preferiamo non sapere quali siano gli elementi che abbiano portato alla sua candidatura. Stando a quanto riferisce "La Stampa", ce la farà anche Iva Zanicchi (1) Non ce l'ha invece fatta Emanuele Filiberto di Savoia, il che, sia detto con tutto il rispetto, deve renderci contenti. Anche al peggio c'è un limite, seppur piuttosto elevato.
NOTE
(1): Cfr. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200906articoli/44450girata.asp