2010.04.23 - L'ago della bilancia


Giovedì all’Auditorium della Conciliazione sono volati gli stracci. Il Partito dell’amore ha dato vita ad una riedizione della notte dei lunghi coltelli. La stampa nazionale ha dato varie letture di quanto accaduto (1), ognuna della quali coglie punti importanti.
Di certo Gianfranco Fini esce perdente da questo primo round (troppo pochi sono gli esponenti del Pdl che lo hanno seguito in questa sua presa di posizione), ma se la frattura non si ricomponesse e si dovesse quindi andare alle elezioni anticipate, Fini potrebbe prendersi una rivincita.

Immaginiamo la nascita di un polo liberal-conservatore con Casini, Rutelli, Luca Cordero di Montezemolo e lo stesso Fini. Si tratterebbe di un partito che godrebbe dell’appoggio dei poteri forti (da Confindustria al Vaticano), dotato di un alto profilo istituzionale (Casini è stato Presidente della Camera proprio come Fini) e certamente in grado di riscuotere un significativo consenso elettorale. Non è detto che questo partito riesca a prendere più voti di quel che rimarrebbe dell’asse Pdl-Lega, ma pare molto plausibile che possa occupare il centro dello spazio politico nazionale e porsi come baricentro per la nascita di un governo delle riforme (dalla legge elettorale ad un federalismo più solidale di quello di marca leghista). Non penso che il Pd rifiuterebbe il ruolo di “partito responsabile” e presumo che a un governo delle riforme parteciperebbe piuttosto volentieri. Dal canto suo, Di Pietro pare pronto alle elezioni anticipate e credo che non rifiuterebbe l’idea di un esecutivo così come sopra brevemente delineato.

È da presumere che anche Giorgio Napolitano veda bene un “governo del fare”, non rissoso, affidabile e in grado di mantenere la pace sociale. Ago della bilancia, al solito, è la Lega Nord. Se Bossi deciderà che l’avventura è finita (magari perché è convinto che le elezioni anticipate porterebbero ad un avanzamento del suo partito), il governo Berlusconi cadrà. Se invece il leader leghista cercherà di portare a casa il federalismo così come da lui concepito, è probabile che ci possa essere una ricucitura dei rapporti Berlusconi-Fini, la quale consentirebbe una prosecuzione della Legislatura per almeno uno o due anni.

Chi vivrà, vedrà. Sullo sfondo, intanto, la questione sociale (disoccupazione, precariato, carovita) cresce e rischia di far esplodere il sistema senza che nessuno in Parlamento ne discuta e tenti di porvi seriamente rimedio. La Grecia è vicina eppure non insegna niente a nessuno.


NOTE
(1): Si vedano alcune prime pagine in http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=9&IDalbum=25953&tipo=FOTOGALLERY