2011.02.15 - Abbiamo quel che ci meritiamo


In un paese normale (e, sinceramente, anche in uno piuttosto anormale), un ministro non prende a calci un giornalista. Per la verità, in un paese rispondente ai requisiti di cui sopra, uno come Ignazio La Russa non sarebbe ministro, ma trattasi di un discorso che ci porterebbe lontano: se questo abbiamo, vorrà pur dire che questo ci meritiamo.
Fatto sta che, davanti a Corrado Formigli che con civile fermezza gli poneva delle domande, Ignazio La Russa prima gli dava le spalle e poi lo scalciava, un po’ come fanno gli asini (sia detto senza voler offendere questi ultimi) (1).

Le mie parole non servono a nulla, però vorrei esprimere la mia solidarietà a Formigli. Per i calci, per l’aggressione e perché nessuno dei suoi colleghi lo ha difeso. In un paese rispondente ai requisiti di cui sopra, a un collega aggredito si presta soccorso e si mostra solidarietà. Non occorreva ricambiare a La Russa la cortesia, bastava andarsene, togliergli i microfoni da sotto il naso. Farlo avrebbe significato difendere un uomo vilmente percosso, la sua dignità e quella dell’intera categoria. Non farlo ha significato l’esatto contrario. Siamo andati lontano, come temevo all’inizio: abbiamo quel che ci meritiamo.




NOTE
(1): Cfr. http://tv.repubblica.it/politica/formigli-preso-a-calci-da-la-russa/61940?video=&pagefrom=7 e http://tv.repubblica.it/copertina/la-russa-vs-formigli-ecco-il-video/62198?video=&pagefrom=1