2008.12.30 - Giovanni Allevi vs Uto Ughi
Quella tra Uto Ughi e Giovanni Allevi è una polemica sopra le righe e francamente inutile.
Ha cominciato il grande violinista bustocco, usando toni non propriamente cordiali ("Il successo di Allevi mi offende come musicista" ha affermato Ughi, rincarando la dose con "In altri tempi, Allevi non sarebbe stato ammesso al Conservatorio") (1). Ha replicato Allevi con una lettera aperta nella quale, non troppo velatamente, Ughi è accusato di essere un esponente (uno dei tanti) di una visione arcigna ed iper-conservatrice della musica colta (2).
Ambedue i musicisti hanno esagerato. Non credo che un artista straordinario nonché uomo meritatamente affermato e benestante come Ughi possa essere invidioso di Allevi, ma ciò non toglie che certi termini siano inutili (e quindi dannosi) e possano essere interpretati da un pubblico non specialista come una sorta di rancore nutrito da un maturo purista verso un giovane innovatore. Da Allevi ci si aspetterebbe molta più modestia: egli è certamente un talento non comune, ma fondamentalmente era e rimane un musicista pop, molto colto e preparato, ma pop. Come tale, egli non può sentirsi né Mozart, né Lizst, e nemmeno Gershwin. Deve essere contento di essere se stesso, un pianista capace autore di composizioni gradevoli e non banali, ma nulla più di questo.
La modestia ed il senso del limite dovrebbero essere un cardine della vita di tutti. Ughi stavolta l'ha persa nella forma, Allevi (purtroppo) anche nella sostanza. Auguri a tutti.
NOTE
(1): Sandro Cappelletto, "Il successo di Allevi? Mi offende", in http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200812articoli/39479girata.asp
(2): Giovanni Allevi, "Caro Ughi, lei difende soltanto la sua casta", in http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200812articoli/39552girata.asp