2011.01.30 – Buongoverno
Dicono che bisogna fidarsi delle istituzioni. Hanno ragione. Però provate a spiegarlo ai napoletani, i quali vivono in luoghi bellissimi e se li vedono violentati proprio da coloro che dovrebbero tutelarli.
Questo è quanto scrive Dario Del Porto sulle pagine napoletane de “la Repubblica”: “Nelle acque del Tirreno i depuratori della regione hanno sversato, a partire dal 2006 e almeno fino al dicembre 2007, enormi quantità di percolato, il residuo liquido prodotto dalla spazzatura, a causa di quella che i magistrati definiscono come ‘una scelta obiettivamente scellerata’, ritenuta in grado di determinare ‘un gravissimo e irreparabile disastro ambientale [per il Golfo di Napoli], incidente sugli equilibri biologici e marini e sulle stesse condizioni di vita umane e animali, con conseguente pericolo per la pubblica incolumità’ " (1).
Proprio per questo, otto persone sono state subito incarcerate (tra di esse imprenditori e funzionari della Regione Campania) e sei sono state messe agli arresti domiciliari. Tra queste ultime spiccano i nomi di Corrado Catenacci (prefetto ed ex commissario straordinario per la gestione dei rifiuti, quel che si pensava essere “un uomo tutto d’un pezzo”), Marta Di Gennaro (vice-commissaria straordinaria per la gestione dei rifiuti quando il ruolo di commissario era ricoperto dall’ineffabile Guido Bertolaso e oggi alta dirigente della Protezione Civile) e Gianfranco Mascazzini (tecnico del Ministero dell’Ambiente). Un avviso di garanzia è stato inviato pure ad Antonio Bassolino (per la serie: “non facciamoci mancare niente”) e al suo ex capo-segreteria.
Comunque la si pensi, è quantomeno curioso che in una nazione che ha la presunzione di definirsi civile i rifiuti costituiscano un problema irrisolvibile. Come si fa a non pensare che chi ha il dovere di gestirli sia politicamente un inetto? Se poi questi inetti si fanno venire in mente l’idea di buttare a mare il percolato, è chiaro che all’incapacità si uniscono l’idiozia (solo gli idioti gettano merda nell’oro) e la più misera delle criminalità.
Speriamo che la Magistratura si incarichi di darci torto e di consentirci di dire che le persone di cui sopra siano oneste. Non lo speriamo per loro (in tutta sincerità, le sorti di questa gente ci sono indifferenti), ma per una terra martoriata e per chi la abita: uomini e donne che avrebbero bisogno di buongoverno e invece si vedono amministrate da persone che fanno dell’approssimazione la loro unica caratteristica di rilievo.
NOTE
(1): Cfr. http://napoli.repubblica.it/sport/2011/01/29/news/avvelenavano_il_mare_con_i_rifiuti_bufera_sulla_task_force_dell_emergenza-11799224/