2009.03.01 - Postdemocrazia


Rispondendo alle domande di Manuela Cartosio, Pierre Carniti ha usato una categoria davvero centrata per definire la situazione italiana.
L'ex segretario generale della Cisl ha infatti parlato di "post-democrazia" riferendosi al fatto che nel nostro paese l'ordinamento democratico di fatto è vigente, ma in sostanza vive solo sotto il suo aspetto formale (1). Effettivamente, Carniti parla a ragion veduta: stiamo assistendo alla volontà governativa di introdurre il cosiddetto sciopero virtuale; ogni forma di agitazione dei lavoratori viene considerata non l'esercizio di un diritto costituzionalmente garantito, bensì come un attentato all'ordine pubblico ed al dovere di produrre; il territorio è stato militarizzato con una logica miseramente sbirresca (e comunque improduttiva ed inefficace); sono state introdotte le ronde (le quali altro non sono che piccole e carnevalesche Milizie Volontarie per la Sicurezza Nazionale di triste e ducesca memoria, con la non propriamente edificante novità di poter essere sponsorizzate) calpestando così il diritto (la sicurezza è privata solo nella giungla e nei territori controllati dalla malavita); il lavoro è stato parcellizzato, atomizzato, svuotato di ogni contenuto sociale fino a divenire servaggio. Potremmo continuare a lungo nell'elencare le decisioni di un esecutivo che sta trasformando il paese in un feudo privato di un uomo, in un regno di terra bruciata, rivoltata ed ancora bruciata in cui la cultura è quotidianamente stuprata (si veda come operano i ministri Bondi e Gelmini) (2), i lavoratori irrisi (si veda come operano i ministri Brunetta e Sacconi), i poveri cristi presi a calci (si veda come opera il ministro Maroni). In questo paese non c'è più spazio per i diritti, ma solo per i privilegi crassi di una parte (va da sé, la peggiore) degli italiani: quella che parteggia per la turpitudine contro la solidarietà, quella che, per scomodare un concetto alto, si disinteressa altamente del "contratto sociale" fino a lasciare che si sfaldi.

A proposito di turpitudine, non si può non segnalare l'ultimo exploit di Silvio Berlusconi, il quale ha dimostrato una volta di più quale considerazione abbia delle donne (http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/denuncia/denuncia/denuncia.html). Berlusconi è riuscito perfino nella non facilissima impresa di lasciare di sasso un uomo non propriamente fine come Nicolas Sarkozy. Il buon Sarkozy, però, molto probabilmente memore della lezione del suo connazionale Enrico IV di Borbone, ha fatto buon viso a cattivo gioco. Del resto, dove la trova un'altra nazione così stolta da comprare dei reattori nucleari dalla Francia? E' molto più facile trovare persone disposte a scrivere su delle pergamene o ad accendere le autovetture con le manovelle.

A proposito del nucleare, tornerò a parlarne nei prossimi giorni. Per ora, copio/incollo quanto scritto giovedì 26 da Michele Serra nella rubrica "L'amaca" da lui quotidianamente tenuta su "la Repubblica" (3). Lo condivido in toto.



L'AMACA 
la Repubblica — 26 febbraio 2009, pagina 36

Poiché contro il nucleare si espresse a larga maggioranza la popolazione italiana, contestualmente alla posa della prima pietra di nuove centrali bisognerà che qualcuno dichiari decaduti i referendum di ogni ordine e grado. A partire da quello, veramente vecchissimo, su monarchia e repubblica, la cui cancellazione consentirebbe a Berlusconi l'ascesa al trono lasciato vacante dai Savoia, con uno storico passaggio di consegne tra dinastie burine quando basta per piacere al popolo televisivo (in spregio alla borghesia giacobina).

Seguirà la revoca dei due referendum pro divorzio e pro aborto, che paiono davvero appartenere a un'epoca remotissima e sono poco sintonici con l'egemonia papista, mai così forte dai tempi dei Borgia ai quali Ratzinger si ispira per i suoi cappelli.
 

L'abolizione di quei due iniqui plebisciti, frutto del fanatismo ideologico della sinistra, sarebbe il preludio alla riconciliazione forzata dei divorziati ancora viventi, da stanare casa per casa come direbbe Borghezio e da ricondurre, anche se vegliardi, al talamo legittimo; e alla condanna delle sciagurate che interruppero la gravidanza negli ultimi quarant'anni, con pubblicazione degli elenchi su tutti i quotidiani (al posto delle intercettazioni telefoniche proibite).
 

Se tanto ci dà tanto, il nucleare illuminerà le case di cattolici rinati, con otto figli e i ritratti del Re e del Papa alla parete.

MICHELE SERRA








NOTE
(1): Manuela Cartosio, Carniti: Un governo di padroni che fa il suo mestiere, "il manifesto", 27 febbraio 2009, p.6. Carniti ha tra l'altro affermato: "viviamo in quella che è stata definita post-democrazia. Non siamo sotto il tallone di ferro di un regime antidemocratico. Ogni tot anni ci chiamano a votare, non spediscono i dissidenti al confino a Linosa, i giornali continuano a uscire... Però la democrazia si è davvero affievolita, ha perso linfa e sostanza. E' un esito a cui ha contribuito anche la smania di privatizzare i servizi pubblici: nessuno risponde più a nessuno". (2): Si veda la lettera con cui il professor Salvatore Settis ha comunicato a Sandro Bondi le proprie dimissioni dalla presidenza del Consiglio Superiore dei Beni Culturali http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/26/cultura-accuse-di-settis.html . Si legga anche la ricostruzione dei fatti fornitaci da Francesco Erbani, la quale testimonia l'esistenza di un malessere davvero profondo nel mondo della cultura italiana ( http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/26/settis-se-ne-va-arriva-carandini.html )
(3): Cfr. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/26/amaca.html