2008.09.26 - Il provinciale


Come scritto il 22 settembre, li avevamo lasciati a giocare ai Top gun. Sorridenti ed entusiasti come bambini cui è stato regalato il gioco desiderato da anni.

Il giorno dopo, invece (ma sempre come bambini), hanno litigato. Mi riferisco ovviamente a Roberto Maroni e ad Ignazio La Russa. Il primo alla Camera dei Deputati ha affermato che è in corso un'autentica guerra civile, dichiarata dalla camorra allo Stato italiano. Il secondo se l'è presa subito, forse perché Gianfranco Fini ha chiesto (senza troppo successo) agli esponenti di An di diventare antifascisti, e quindi ha detto che di guerra civile non si può parlare: al massimo è una guerra tra bande. Maroni ha contro-reagito con pari senso della maturità ed ha telefonato al Presidente del Consiglio, dicendogli di richiamare all'ordine La Russa (del tipo: "Papà, è stato lui, puniscilo!"). Berlusconi, inalberandosi un po', ha detto "Questo governo sta diventando un casino!" ed immediatamente è uscita fuori Mara Carfagna desiderosa di imporre ai suoi colleghi ministri l'obbligo di comportarsi in modo decoroso (almeno all'aperto). Visto che la situazione stava degenerando (e, per una volta tanto, non per colpa sua), Berlusconi ha assunto in fretta il vecchio tono paterno con cui posa per i servizi fotografici destinati alla stampa popolare ed ha così posto fine alla lite, probabilmente promettendo a Maroni ed a La Russa una Nintendo Wii ciascuno. Non ci è dato sapere (e forse è un bene), se e cosa Berlusconi abbia promesso alla Carfagna.

Tuttavia, al di là delle facezie, il premio per la dichiarazione governativa sciagurata della settimana non se l'aggiudica nessuno dei personaggi nominati sopra. Infatti, e nonostante molti suoi colleghi gli abbiano dato parecchio filo da torcere, il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi (An), stavolta ha superato tutti di una spanna. Egli, in quel di Bruxelles (le figure da provinciali è bene farle all'estero, sono più fragorose) ha detto dinanzi alla Commissione Europea che l'Italia non può accettare alcuna limitazione all'emissione di sostanze inquinanti in quanto queste toglierebbero competitività al nostro sistema industriale (1). Ogni misura europea volta alla riduzione della concentrazione in atmosfera dei gas-serra sarà dunque combattuta come un sol uomo dal nostro esecutivo, d'accordo con la Confindustria (mi stupisco sempre di più della modernità e del senso dell'etica che gli imprenditori italiani, a partire dalla signora Marcegaglia, dimostrano un giorno sì e l'altro pure). Mentre tutto il mondo si interroga su come fermare la devastazione dell'ambiente, Andrea Ronchi difende invece il diritto dei nostri industriali a non aggiornarsi, a rimanere gretti e refrattari ad ogni istanza diversa da quella del proprio portafogli. Il Protocollo di Kyoto, il Nobel ad Al Gore, i mutamenti climatici e quant'altro sembrano essere eventi e circostanze che per Ronchi non sono mai accadute (o, se sono accadute, lui non c'era). Si rimane annichiliti da tanto provincialismo culturale, da questa pervicace volontà di ignorare i reali problemi (italiani e, come in questo caso, non solo) e di considerare importanti (e quindi da difendere) i privilegi dei più ricchi, anche quando si ripercuotono sulla collettività. Si parla tanto dell'insensibilità ambientale della Repubblica Popolare Cinese, ma confronto dell'accoppiata Ronchi-Marcegaglia, il Partito comunista cinese sembra il Club di Roma.



PS: Volevo parlare della vicenda Alitalia, ma questa sembra non essersi ancora conclusa e quindi rimando il tutto ai prossimi giorni. Per ora dico solo che risulta piuttosto grave (in un momento tanto importante per l'economia del nostro paese) l'assenza da Roma del Presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi sta trascorrendo infatti un periodo di vacanza in una beauty farm a 10 km da casa mia. Ufficialmente Berlusconi deve farsi curare alcuni problemi alla schiena, ma i maligni dicono che vuol nascondere i segni di un recentissimo (ed ulteriore) lifting. Noi non diamo retta ai maligni, e comunque questo non è importante. Lifting o mal di schiena che sia, andarsene da Roma in questi giorni è comunque un gesto politico irresponsabile.






NOTE:
(1): Cfr ad esempio http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79290 .