2009.11.13 – Forse


Non so cosa ne pensi chi legge quel che scrivo, ma mi pare che con questa vicenda dei crocifissi si stia arrivando all'esagerazione. Io sono ateo e francamente provo un minimo di fastidio nel vedere crocifissi nelle scuole e nei luoghi non preposti al culto cattolico.
Avendo rispetto verso chi crede (ovviamente verso chi crede in modo intelligente, non verso i bacchettoni ed i fanatici) non dico niente nel momento in cui vedo un Gesù (in croce o meno) in luoghi privati. Stamattina, per dire, una statua con il volto di Gesù faceva bella mostra di sé in un frantoio e la cosa ha destato in me un minimo di perplessità (penso che se un essere superiore esistesse, aiuterebbe il prossimo senza bisogno che questi esponga icone, mezzibusti e raffigurazioni di vario genere), però poi ha prevalso la buona creanza: a casa sua ognuno fa ciò che vuole. Nel momento in cui, però, vedo un crocifisso in un'aula scolastica o in un ufficio pubblico, francamente mi infastidisco, perché quei luoghi sono dello Stato, ergo di tutti: cristiani, musulmani, ebraici, valdesi e chi più ne ha più ne metta. E, se permettete, anche degli atei come me. Il Comma 1 dell'Articolo 7 della non sufficientemente conosciuta Costituzione della Repubblica Italiana recita: " Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani". Il Comma 1 dell'Articolo 8 afferma che "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge". Ciò significa che in Italia non c'è una religione di Stato. E allora perché il Governo invoca i crocifissi ovunque? Forse per chiedere perdono dei propri peccati?