2009.07.03 - In Italia è normale


In Italia è normale che un uomo possa stare in un carcere per 18 mesi in quanto straniero. Lo dice il pacchetto sicurezza approvato dal Governo, il quale afferma anche che se affittate una casa ad un povero cristo, sempre straniero, potreste essere condannati a tre anni di galera (1).
Se, colposamente, uccidete lo stesso povero cristo, potrebbero darvi solo sei mesi di carcere e comunque non più di cinque anni (art.589 del Codice Penale). Conviene assumerlo in nero e farlo cadere dall'impalcatura questo extra-comunitario, insomma.

In Italia è normale che un paio di giudici della Corte Costituzionale cenino con il Presidente del Consiglio, il ministro della Giustizia ufficiale (Angelino Alfano) e quello effettivo (Niccolò Ghedini, che è anche avvocato di fiducia del capo del Governo) (2) a quatto mesi di distanza dal pronunciamento della stessa Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. Non solo, in Italia è normale che uno dei due giudici, Luigi Mazzella, scriva a Silvio Berlusconi per dire che siamo in tempi di fascismo strisciante, che si sente oggetto di barbarie e che lo inviterà ancora a cena (3). Alcuni gruppi di ultras di mia conoscenza quando vanno allo stadio sono soliti cantare "Noi facciamo il cazzo che ci pare". Forse da oggi si sentiranno meno soli.

In Italia è normale che una ricercatrice di 47 anni che ha scoperto l'origine genetica di alcuni linfomi sia costretta a migrare negli Usa. Rita Clementi, questo è il suo nome, nel nostro paese non riusciva a trovare un assegno di ricerca ed ha sempre lavorato da precaria ricevendo stipendi irrisori (4). Credo che non sia estraneo a ciò il fatto che in Italia è normale che il più diffuso quotidiano nazionale dedichi ampio spazio ad un libro in cui molti nostri connazionali illustri raccontano con dovizia di particolari i posti più strani dove hanno avuto modo di copulare (5). La cultura e l'istruzione non contano, sono d'impiccio e se questo accade la colpa non è solo della politica, ma anche della stupidità imperante nel mondo dei mass media. Qualcuno potrebbe dire che basterebbe non seguirli i media che lavorano in questo modo, ma l'obiezione non regge. Per il solo fatto di esistere, un giornale (o una tv, o una radio) dà una patente di legittimità ed un valore ai propri contenuti, a prescindere dal loro livello. Oltre a ciò, lo spazio della comunicazione, come ogni altra cosa su questa Terra, non è infinito ma ben limitato. Ne consegue che quel che sui media c'è toglie spazio ad altre cose e, che per il solo fatto di esserci, viene fatto passare come più importante di quel che è stato escluso. I media educano, trasmettono un sistema di valori, plasmano l'opinione pubblica. Pensate adesso che il "Corriere della sera" ha dedicato una pagina ad un libro che ci narra come e dove si accoppiano Pino Insegno, Emanuele Filiberto, Emilio Fede, Carmen Russo e Oliviero Toscani e chiedetevi come sia plasmato il popolo italiano. Se lo avete fatto, capirete una delle ragioni per le quali Rita Clementi è volata a Boston.

In Italia è normale che una giovane promessa della politica (di sinistra), vale a dire Debora Serracchiani, dica a Curzio Maltese che lei appoggerà la candidatura di Dario Franceschini alla carica di segretario del Pd perché lo stesso Franceschini "è il più simpatico" (6). Ora, senza voler entrare nelle beghe precongressuali del Pd, è legittimo che non si desideri Pierluigi Bersani come segretario, che non si condivida il modo di fare di Massimo D'Alema, che si voglia il rinnovamento e così via. Ma in politica le prese di posizione ed i giudizi vanno motivati (in realtà, questo è un discorso che dovrebbe essere valido per tutti gli ambiti dell'esistenza umana). Addurre come motivo di preferenza a favore di Franceschini la simpatia è indicativo dell'assoluta mancanza di progettualità politica del Pd. Anzi, dirò di più: è indice della mancanza di coscienza della necessità di una progettualità politica. Se questo è il nuovo, pare difficile ritenerlo meglio del vecchio. Non voglio prendermela con Debora Serracchiani, ma in fondo anche lei è una figlia della politica spettacolo. Non la conosceva nessuno (era una consigliera provinciale ad Udine), ma un giorno ha pronunciato un discorso di critica contro i vertici del suo partito (7). Semplicemente per questo discorso è stata candidata alle elezioni europee. Non le è stato chiesto di articolare la sua visione della società, di scrivere qualcosa, nulla. Dal nulla alla gloria in nove minuti. Ha fatto colpo ed è stata messa in lista (prima, però, è passata per un talk show inutile, fighetto e saccente il cui titolo non merita nemmeno di essere menzionato). Poi non ci si lamenti se le conseguenze sono queste, se i giovani fanno rimpiangere dei vecchi che tutto meritano fuorché di essere rimpianti. Ha ragione Nicola Zingaretti: "Se questo è il criterio, peccato che siano morti Totò e Tina Pica. Erano molto simpatici e sarebbero stati un ticket straordinario" (8). A destra, intanto, ringraziano: visto che il livello è questo, potranno continuare a governare l'Italia per altri venti anni. Vista la non comune antipatia degli esponenti di punta del Pdl, possiamo però star certi che Debora Serracchiani muoverà loro una dura opposizione. Chi legge decida se ciò possa consolare o meno.




NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/ddl-sicurezza-7/terza-fiducia/terza-fiducia.html
(2): Cfr. http://espresso.repubblica.it/dettaglio/consulta-la-cena-segreta/2102905&ref=hpsp
(3): Cfr. http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/lodo-alfano-cena-giudici/parla-vito/parla-vito.html
(4): Cfr. http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_29/ricerca_clementi_e10bae7e-646a-11de-91da-00144f02aabc.shtml
(5): Cfr. http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_01/sesso_strano_vip_cavalli_18dbd508-6633-11de-8bcb-00144f02aabc.shtml
(6): Cfr. http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/partito-democratico-29/parla-debora/parla-debora.html
(7): Cfr. http://beta.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=7d41e695-4803-41ea-8127-f595e2bf1899
(8): Cfr. http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/partito-democratico-29/commenti-serracchiani/commenti-serracchiani.html