2008.07.25 – Fantasmi

Il primo è quello di Radovan Karadzic, l'ex leader dei serbi di Bosnia, finalmente arrestato (1). Viveva sotto falsa identità, spacciandosi per il dottor Dragan Dabic.
Il suo sito internet ( http://dragandabic.com ) è ancora attivo mentre sto scrivendo questo articolo. Mi pare un po' strano che Karadzic potesse tranquillamente spacciarsi per un santone, andare in televisione ed esercitare una professione celandosi solo dietro una lunga barba ed un ancora più fluente chioma candida (con ciocca nera). Probabilmente godeva di protezioni importanti, le quali (anche questa è un'ipotesi, anche se ad alto grado di plausibilità) hanno deciso di scaricarlo in quanto la Serbia ambisce ad entrare nella Ue. Karadzic, un uomo feroce e senza scrupoli, porta con sé verità scottanti che speriamo possa riferire dinanzi al Tribunale Internazionale de L'Aja. Ma anche gli Usa e l'Europa Occidentale hanno avuto ed hanno significative responsabilità nella disgregazione della ex-Jugoslavia. Nessuno lo ammette, ma gli interventi bellici, ipocritamente ammantati di "umanità", hanno maldestramente rinfocolato odi e tensioni che invece dovevano essere sopiti con la diplomazia. L'ultimo di questi odi è stato quello relativo all'indipendenza del Kosovo. Uscire da questa situazione non sarà facile, a meno che la saggezza non illumini la politica internazionale.

Il secondo fantasma è quello di Alitalia. Stando a quanto riferisce la stampa, il destino della nostra compagnia di bandiera sarà più o meno il seguente: fallimento controllato grazie all'applicazione della Legge Marzano, spezzettamento della società, significativa riduzione del personale, esternalizzazioni, riduzione ed ammodernamento della flotta. Più analiticamente, pare che una cordata imprenditoriale e bancaria (Ligresti, Marcegaglia, Benetton, Tronchetti Provera e Gruppo Banca Intesa-San Paolo) acquisirà la compagnia. Per acquistarla, però, lorsignori (ah, Fortebraccio, fossi vivo quante cose potresti scrivere...) pongono una condizione: i debiti di Alitalia devono essere azzerati. Detta in modo più chiaro, se ne deve far carico lo Stato. Spinetta ed Air France non si erano minimamente sognati di porre una simile condizione ed erano disponibili ad accollarsi le passività di Alitalia, ma (e spero non mi si accuserà di parzialità) gli imprenditori italiani non brillano per spirito di iniziativa. Così, molto probabilmente il nocciolo di Alitalia (quello cui rimarranno i debiti) sarà accollato al Ministero dell'Economia, gravando sulle tasche di noi italiani (che giustamente, per spirito patriottico, veniamo chiamati a sobbarcarci i costi delle mirabolanti scelte dei Benetton e dei Tronchetti Provera). Per di più, forse alcuni settori in perdita (o scarsamente remunerativi) di Alitalia saranno esternalizzati a Fintecna (impresa statale), che così si indebiterà e dovrà essere aiutata non si sa come (Unione Europea permettendo). Della partita sarà anche Carlo Toto, la cui AirOne affiancherà (ma forse sarebbe meglio scrivere fagociterà) ciò che rimarrà di Alitalia dopo il licenziamento di 3-4.000 persone. Ci sarà un solo hub, Fiumicino. Se alcuni anni fa il Governo Berlusconi avesse accettato un accordo con Klm e/o con Air France, oggi Alitalia sarebbe inserita in un contesto internazionale altamente redditizio. Invece si è scelto di difendere l'italianità dell'impresa, riducendola alla caricatura miniaturistica di sé stessa e finendo molto probabilmente per regalarla alla solita compagnia di amici. Non trovo aggettivi per definire una simile gestione della cosa pubblica.

Il terzo ed ultimo fantasma è quello del nucleare. E' ormai appurato che gli impianti francesi di Tricastin sono sicuri ed affidabili come le promesse di fedeltà che Silvio Berlusconi rivolge alla moglie. "Le Monde" (2) riporta che un centinaio di operai degli impianti atomici francesi sono rimasti avvelenati (in una misura che pare non grave) a causa di un ulteriore incidente lì verificatosi. L'associazione "Sortir du nucléaire", però, sostiene che in nessun caso si può parlare di esposizioni ai radionuclidi privi di effetti tossici sull'uomo. Citando analisi della Commissione Internazionale per la Radioprotezione, "Sortir du nucléaire" afferma che ogni contaminazione comporta effetti cancerogeni e di alterazione genetica sulla popolazione che subisce l'evento. Dall'Italia, Claudio Scajola afferma che gli incidenti francesi sono stati sottolineati in modo troppo enfatico (e quindi anti-scientifico) dai media. Sarebbe folle non rendersi conto del grande incremento della domanda di energia proveniente dal paese, ha continuato il ministro, per cui l'opzione nuclearista dell'esecutivo non viene scalfita dai fatti di Tricastin (3). Silvio Berlusconi ha subito rincarato la dose ed ha affermato che sono in corso contatti con paesi stranieri per l'installazione di centrali atomiche volte a soddisfare il fabbisogno energetico italiano (4). Siamo così entrati nel colonialismo energetico. Auguri. Non solo la storia, ma nemmeno la cronaca ci insegna niente.





NOTE
(1): http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsId=84057
(2): http://www.lemonde.fr/sciences-et-environnement/article/2008/07/23/nouvel-incident-au-tricastin-cent-personnes-legerement-contaminees_1076570_3244.html#ens_id=1067897
(3): http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/ambiente/francia-blocco-centrale/scajola-incidente-francia/scajola-incidente-francia.html . Qui Scajola afferma "la storia delle 340 centrali nucleari nel mondo evidenzia come si tratti del sistema di produzione di energia meno pericoloso di tutti". In realtà, le centrali nucleari attivo nel mondo sono circa 440, cento in più di quanto sostenga Scajola. Poiché la dichiarazione di Scajola risulta identica in http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_23/operai_contaminati_tricastin_centrale_nucleare_c58ac066-58dd-11dd-9878-00144f02aabc.shtml il ministro è quasi sicuramente incorso in un errore non propriamente edificante.
(4): Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/07/berlusconi-alfano-petrolio-consumi.shtml?uuid=b9514e52-598f-11dd-801b-491370f5ebd6&DocRulesView=Libero