2012.11.23 - Un Daspo per il popolo?

Il governo tecnico bastona gli studenti e i lavoratori. Si lanciano lacrimogeni dalle finestre dei ministeri sui manifestanti inermi dicendo poi che i candelotti sono stati sparati da un’altra via che sta a 300 metri di distanza (grossa idea questa: pensate se un lacrimogeno entra in casa di una famiglia di anziani…).

 

Impaurire gli inermi, criminalizzarli, demonizzarli è un modo vecchio ed efficace di perpetrare il potere. La ministra Anna Maria Cancellieri dice che stanno per venire momenti difficili per l’ordine pubblico e che si rende necessario l’arresto differito di chi manifesta la propria rabbia in piazza. Curioso modo di intendere il mondo quello della ministra. Si tolgono diritto al lavoro, stipendio, pensioni e assistenza sociale al popolo e si pretende che questo taccia o addirittura applauda, altrimenti sbattiamo tutti in carcere.

Si fa un gran parlare dei giovani che vanno a manifestare coprendosi il volto e indossando il casco. Evidentemente i giovani sbagliano, ha ragione chi li critica. Ragazzi, andate a prendervi le manganellate a testa scoperta, fanno piacere. Non indossate una sciarpa o una kefiah, passate direttamente prima alla Digos ad autodenunciarvi, sarete più felici.

Quelli che scrivono certe amenità sui contestatori hanno idea di come si comporta la Polizia in Italia?

La ministra Cancellieri propone anche gli “arresti differiti” e addirittura i “Daspo”per i manifestanti irriducibili (1). Per quel che può valere, chi scrive è stato sempre contrarissimo a simili misure, ritenendole ingiuste e illegittime. Era palese che l’introduzione di tali provvedimenti per le tifoserie avrebbe legittimato, prima o poi, il ricorso ad estenderle in altri ambiti. Il mondo degli ultras ha fatto da cavia, per così dire. Complimenti a chi non ha avuto la lungimiranza di rendersi conto di tutto ciò.

A proposito di ultras, merita qualche considerazione l’agguato teso l’altra sera a Roma ai tifosi del Tottenham. Come spesso accade, chi si occupa di ordine pubblico poco o nulla conosce di quel mondo. Che il Tottenham sia una squadra con una tifoseria avente certi valori e determinate tradizioni (peraltro rispettabilissime) è risaputo. Che le curve di Lazio e Roma siano in mano a teppaglia neonazista lo è altrettanto, e a ciò deve aggiungersi un dettaglio non propriamente secondario: la rivalità tra le due tifoserie capitoline si è decisamente affievolita (al di là di certe manifestazioni scenografiche) proprio alla luce di determinate vicinanze politiche. Ora, al di là della ferma condanna che l’agguato perpetrato ai danni dei tifosi del Tottenham merita, c’è da chiedersi per quale motivo la Prefettura e la Questura di Roma non abbiano saputo prevedere i rischi che la presenza dei tifosi inglesi avrebbe potuto comportare. Forse erano troppo impegnati a inventare scuse sulla provenienza dei lacrimogeni lanciati contro gli studenti?

 

 

 

NOTE

(1): Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/22/scontri-cortei-cancellieri-momento-difficile-ipotesi-di-arresto-differito/423184/