2014.02.13 - Cosa verrà
Lo so, sono una persona all’antica e per questo non amo le crisi di governo extraparlamentari.
Intendiamoci,
durante il lungo regno della Dc di eventi analoghi se ne sono visti parecchi,
ma personalmente speravo che il modo di governare degli anni che vanno da De
Gasperi a Tangentopoli fosse finalmente considerato come un modello negativo.
Invece no. Abbiamo ereditato il peggio della Balena bianca (i modi di fare dei
Rumor, Segni, Gui, Andreotti) e abbiamo accantonato il meglio: qualcuno ricorda
Ezio Vanoni o Fiorentino Sullo?
Avrei preferito che Enrico Letta, le cui capacità politiche mi paiono meno che
irrilevanti, fosse stato sfiduciato in Parlamento e non nei corridoi della sede
del Pd e in quelli del Quirinale. Questione di garbo costituzionale, poco o
molto che sembri.
E poi, conviene a Matteo Renzi andare a Palazzo Chigi senza passare per una
legittimazione elettorale? A occhio e croce direi di no. Certo, capisco che se
avesse continuato a (far finta di) appoggiare Letta forse si sarebbe bollito e
avrebbe perso appeal, ma a governare con Alfano e i montiani forse si guadagna
smalto e popolarità?
Renzi ha un’altissima considerazione di se stesso, e questo non è propriamente
un pregio. Il senso della misura è (anche) senso della politica. Non disprezzo
il suo decisionismo, ma non riesco a capire se al di là della popolarità e
dell’autostima giovanilista vi sia una proposta articolata che sia una. Si
parla di job act, riforma della Costituzione e altre amenità ma gli slogan
appaiono la sostanza del discorso, non altro. L’unica idea renziana di cui
abbiamo visto la traduzione progettuale è stata quella relativa alla legge
elettorale. Dire che è un obbrobrio incostituzionale è farle un complimento.
Serve questo all’Italia?
Servono Renzi e il renzismo?
Se il buongiorno si vede dal mattino, direi di no, ma il tempo sarà giudice di
tutto.
Certo, una cosa positiva potrebbe esserci.
Noto che tutti quelli che siamo soliti definire poteri forti sono su posizioni
apertamente pro-renziane. Renzi è invocato come un salvatore della patria, la
panacea di tutti i mali. Essere pro-Renzi non significa essere semplicemente
anti-Letta. Letta è (anzi, ormai possiamo dire “è stato”) una marionetta nelle
mani del Presidente della Repubblica, da cui credo si possa dedurre che essere
pro-Renzi significhi essere anti-Napolitano.
Ciò significa che una pessima stagione italiana potrebbe chiudersi a breve.
Il guaio è che non sappiamo cosa verrà dopo di essa.