2013.07.03 - Aldo Grasso, la forfora e CasaPound

Il livello medio dei giornalisti italiani è bassino. Ci sono persone indubbiamente capaci, preparate e dotate di grande dignità, ma la categoria ha – come un po’ tutte – esponenti di cui farebbe bene a vergognarsi.

Il peggiore in assoluto – mi è capitato spesso di dirlo – è Aldo Grasso, opinionista e critico televisivo del “Corriere della Sera”. Grasso gode di una del tutto immeritata fama di esperto della storia e della tecnica dei media che usa per pontificare su tutto e il suo contrario. Mi è capitato in più occasioni di denunciare le sue imprecisioni e la sua tendenza a piegare gli eventi alla dimostrazione di tesi che altrimenti non starebbero in piedi.
Grasso non esercita il legittimo diritto alla critica, bensì esercita il privilegio al dileggio datogli dal piedistallo che inusitatamente gli è stato dato. Se gli si sta sullo stomaco e/o se non lo si omaggia, lui insulta a vanvera. Ha preso anche una straordinaria cotta per la ministra Fornero e per il governo Monti, a dimostrazione che di politica se ne intende. Un nano del pensiero, uno che tale resterebbe anche se sapesse salire sulle spalle dei giganti (i quali, peraltro, lo scrollerebbero via come fosse forfora).
Uno dei punti massimi della sua sapienza, Grasso lo ha raggiunto il 16 giugno, quando ha vergato sulle colonne del “Corrierone” l’articolo “Il mito ammaccato di Valentino, il ‘re’ che non sa ritirarsi” (1). Il Valentino cui Grasso faceva riferimento è Valentino Rossi, pluricampione mondiale di motociclismo. Per quale ragione Grasso – che fatica a occuparsi di televisione – abbia sentito il bisogno di occuparsi di sport motoristici resta un mistero solo per chi non ne conosce la boria: “Sono Grasso e posso parlare di tutto e tutti” ci dice il nostro eroe. Ergendosi a maestro di sport e di vita grazie alla forza datagli dalla più totale assenza di senso della misura e del ridicolo, Grasso ha scritto che Rossi bene avrebbe fatto a ritirarsi poiché “sono ormai quasi tre anni che colleziona dispiaceri”.
Grasso ha scritto questa enorme idiozia (peraltro rispettando il livello medio dei suoi articoli) e Rossi, dopo tre anni, è tornato alla vittoria. Tutti gli appassionati di motociclismo (tra i quali io non rientro) hanno iniziato a ridere e ancora non hanno smesso. Decine e decine di essi sono stati ricoverati in ospedale per principio di soffocamento, tanta è stata l’ilarità suscitata dalla monumentale figura di merda inanellata dall’uomo che nulla sa e che proprio per questo di tutto parla.
Meno male che Grasso non lavora all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, altrimenti sarebbero dolori.
”Dottor Grasso, reputa possibile un’eruzione del Vesuvio?”
“Ma no, che cosa dice? Il Vesuvio è un vulcano ormai spento. Dia retta a me, stasera vada a mangiarsi una bella pizza a Ercolano e beva alla mia salute!”
Risultato: un mare di lava dal Garigliano a Salerno.
“Dottor Grasso, qui da tre mesi c’è uno sciame sismico, avvertiamo sette-otto scosse al giorno. Pensa che verrà una scossa distruttiva?”
“Non ci pensi nemmeno. Guardi, non ci sono più i terremoti di una volta, questi sono eventi ordinari con cui si convive. Non dorma in tenda, torni in casa e dorma sonni tranquilli!”
Risultato: scossa di magnitudo pari al grado 9,4 della scala Richter.
Intendiamoci, non sono uno di quelli che danno la patente di iettatore al prossimo. Il discorso non va impostato in questo modo. A me dà profondamente fastidio l’idea che un uomo si senta capace di pontificare su ogni vicenda dell’universo senza minimamente essere preparato. Chi lavora nei media dovrebbe sentire il bisogno di preparare i suoi interventi, di calibrare le sue parole, di lasciare da parte idiosincrasie e livori.
Grasso di tutto questo non è mai stato capace. Data l’età, non credo possa cambiare. Proprio per questo, sarebbe il caso che egli – invece di continuare a scrivere su un giornale che vorrebbe essere serio – passi al giornalino di CasaPound, organizzazione i cui militanti, in termine di arguzia e intelligenza, paiono avere moltissimi punti in comune con Grasso.
Il 21 giugno, infatti, alcuni simpatizzanti dell’associazione neofascista hanno pensato bene di manifestare a margine dell’assemblea nazionale della Croce rossa italiana, in svolgimento nei pressi di Solferino. Il gruppetto ha voluto esprimere la propria contrarietà al taglio degli organici della Croce rossa e lo ha fatto lanciando un fumogeno nell’area dove era installato il tendone all’interno del quale si svolgeva l’assemblea. Risultato: un incendio. Erba e sterpaglie hanno preso fuoco e, non fossero intervenuti i Vigili del fuoco, la stessa sorte sarebbe toccata al tendone e a chi vi stava dentro (2). Grande panico, fuggi fuggi generale. I primi a scappare sono stati proprio quelli di CasaPound (se non si brilla in intelligenza, è difficile farlo in coraggio: avete mai visto un coniglio perspicace?). Forse dovevano andare a leggere qualche editoriale di Aldo Grasso.



NOTE
(1): Cfr. http://www.corriere.it/sport/13_giugno_16/valentino-rossi-mito-ammaccato_e709c766-d64e-11e2-ad4f-3b376a6920bc.shtml
(2): Cfr. http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_giugno_21/cri-casapound-mantova-2221789004881.shtml