2013.07.17 - In che Stato viviamo?

Non paghi del caso Abu Omar (1), siamo riusciti a fare il bis. Alma Shalabayeva e sua figlia Alua sono state letteralmente rapite ed espulse dal territorio nazionale in spregio a ogni diritto umano.

Non riepilogherò i fatti avvenuti in questi giorni, chi legge è certo meglio informato di me. Quel che mi preme dire è che è inaccettabile che sul territorio italiano il nostro Stato eserciti la sovranità per conto terzi (in questo caso per il Kazakistan, nella vicenda di Abu Omar per gli Usa) o la lasci esercitare a soggetti non meglio identificabili: servizi segreti, agenti stranieri, mercenari e chi più ne ha, più ne metta.
La cosa più risibile è che i ministri dell’Interno e degli Esteri (quelle due macchiette prive di intelligenza e dignità che rispondono ai nomi di Angelino Alfano ed Emma Bonino) dicano che nulla sapevano e che la vicenda Shalabayeva sia stata concepita e attuata da personale ministeriale e di polizia a loro insaputa.
Nella loro fortunata esistenza, Alfano e Bonino hanno svolto il ruolo di marionette in mano rispettivamente a Silvio Berlusconi e Marco Pannella. Non è il caso di fargliene una colpa, di più non sapevano e non potevano fare. Ciò detto, le bugie hanno le gambe corte quando le pronunciano le persone intelligenti, figuriamoci quanto sia evidente il loro nanismo quando a dirle sono persone che non brillano per acume.
Alfano e Bonino non possono non sapere. Non si caccia una persona da una nazione senza un benestare politico. Non se è la moglie di un oppositore di un dittatore, almeno.
I radicali si autoincensano come difensori dei diritti umani, mentre in realtà l’uniche due cose cui badano sono la loro immeritata sopravvivenza politica e il loro tornaconto. Del Pdl manco la vale la pena parlare. Forse varrebbe la pena parlare di Giorgio Napolitano che ha voluto con tutto se stesso questo governo di inetti e disonesti, ma – come si suol dire – come si suona si balla e Napolitano è il direttore d’orchestra. È il “suo” governo e sono i “suoi” uomini. È lui quello che sta portando questo paese al suicidio, quest’uomo presuntuoso e vanesio, destro e supponente, moralmente deprecabile e politicamente dannoso. Quel che accade è colpa sua.
In ogni caso, se si è dimessa – giustamente – Josefa Idem per una vicenda di qualche centinaio di euro, figuriamoci cosa dovrebbero fare Alfano e Bonino.
In questi ultimi anni questo paese ha visto gli omicidi di Stato di Carlo Giuliani, Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino, Giuseppe Uva, e ce ne sarebbero altri da ricordare. Il massacro della Diaz è stato qualcosa di inenarrabile. Pare che chiunque voglia catturare un proprio oppositore politico che viva in questo paese possa farlo a suo piacimento con la nostra massima disponibilità in spregio a ogni norma del diritto internazionale.
Qualcuno mi dice se siamo ancora in uno stato di diritto?




NOTE
(1): Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Caso_Abu_Omar