2012.12.25 - E infelice

A Natale tutti, atei e credenti, dobbiamo pensare a chi sta peggio e chi ha di meno. Quest’anno mi pare doveroso pensare a Bruno Volpe.

 

Chi è Bruno Volpe?, si chiederanno gli ignoranti.
Non lo so, rispondo io che non sono ignorante meno dei miei lettori. E, sinceramente, nemmeno ci tengo a saperlo.
Di lui conosco solo tre cose.
La prima: Volpe scrive sul sito Pontifex Roma.
La seconda: egli – stando a quel che scrive – è uno di quelli che stanno peggio e che hanno di meno in termini intellettuali e morali.
La terza: i due elementi sopra esposti non possono non essere legati tra loro.
Bruno Volpe afferma che le decine di casi di violenza sessuale nei confronti delle donne non possono essere colpa dei maschi. “Una stampa fanatica e deviata, attribuisce all'uomo che non accetterebbe la separazione, questa spinta alla violenza” afferma sprezzante del pericolo il nostro Volpe, il quale, bontà sua, aggiunge “In alcuni casi, questa diagnosi può anche essere vera” (1). In alcuni casi, non sempre, perché una donna il più delle volte ci prova notoriamente gusto a essere presa a sganassoni o a essere uccisa con una ventina di coltellate.
Volpe non lesina il suo sapere, e così continua: “Domandiamoci. Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti e che il cervello sia partito? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell'arroganza, ... si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni esistenti”.
Donne, voi provocate! Provocate e avete pure il coraggio di lamentarvi se un uomo vi violenta (magari assieme a qualche amico animato da sano spirito di solidarietà), se vi spacca gli zigomi a cazzotti, se vi provoca un aborto con un paio di ginocchiate ben assestate, se vi getta in fondo a un fiume o se vi brucia vive.
Donne, dovete smetterla di portare le minigonne e di andare in giro la sera dopo cena. Dovete finirla di rimproverare al maschio di bere come una spugna. Avete stufato di rivendicare diritti. Anzi, avete proprio stancato: non parlate, non respirate, nascondetevi e fatevi vive soltanto quando c’è da cucinare, stirare e copulare.
Seguite alla lettera le indicazioni di Volpe e vivrete in sana serenità, arzille e felici.

Io però un paio di cosucce le vorrei dire a Volpe e a quelli come lui.
Vede, Volpe, lei e le persone che condividono le sue idee (ammesso che così possano essere considerate) siete esseri indegni di considerazione. Anzi, diciamocela tutta e non pecchiamo di ipocrisia: ci fate sommamente schifo. Non “un po’”, legga bene, ma proprio “sommamente”.
Lo sappiamo, Volpe: lei e i suoi simili prenderete male queste parole, ma non è colpa nostra se ci vengono i conati di vomito di fronte al modo in cui quotidianamente insultate quel Cristo di cui vi proclamate i seguaci più integri e fedeli. E non è colpa nostra nemmeno se certe frasi rappresentano un insulto alla dignità di questa specie di cui piuttosto indegnamente fate parte.
Volpe, lei crederà senz’altro nel libero arbitrio, anche se assai probabilmente non lo avrà ben compreso dal punto di vista filosofico. Ciò vuol dire che lei ha scelto di scrivere quel che ha scritto e lo ha fatto in piena autonomia. Questo vale anche per me e per chi condivide il mio modesto pensiero, per cui ci guardiamo bene dall’augurarle di essere preso a sprangate da un maschio incolpevole e di essere sodomizzato da esso.
Le auguriamo invece, poiché lei è davvero un bisognoso che deve indurci a considerazioni ispirate alla carità, di diventare una persona intelligente. Auspichiamo per lei, di cuore, che un’intelligenza quantomeno sufficiente possa un giorno ispirarla. La sua vita attuale, infatti, pare davvero distante da ciò, e ce ne dispiace davvero. Anzi – non ce ne voglia – la sua esistenza attuale ci sembra quanto di meno desiderabile possa esistere. Volendo dirla tutta, sommamente indesiderabile. E infelice.



NOTE
(1): Cfr. Bruno Volpe, Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?, http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/13542-le-donne-e-il-femminicidio-facciano-sana-autocritica-quante-volte-provocano .