2013.05.02 - I grandi ministri del governo Letta: Flavio Zanonato

Rallegriamoci. Se Flavio Zanonato è stato nominato ministro per lo Sviluppo economico, c’è speranza per tutti.

Siano allegri dunque, il ragazzino che sta per essere bocciato a scuola, il diciottenne che non riesce a parcheggiare l’auto e per questo non ce la fa a conseguire la patente, l’uomo che tenta da anni di capire le poesie di Edoardo Sanguineti senza alcun successo, il commercialista che non riesce mai a far tornare i bilanci, l’enigmista che non ha mai concluso un cruciverba senza schema.
Sorrida dunque il popolo dei non bravi e dei non belli, degli incolti e degli sfiduciati, di cui un po’ tutti facciamo parte. Zanonato è lì per noi. Egli non ci guarda dall’alto e non ci giudica, si incarna nei nostri limiti e li riflette come fosse uno specchio.
È una gioia leggere la sua biografia sul sito del Partito democratico (1). “Diventare nonno è una delle esperienze più belle che possano capitare nella vita” afferma il nostro, la figlia del cui figlio non si è ancora sbilanciata sulla bellezza del diventare nipote.
“Dopo molti anni da Consigliere comunale, sono diventato Sindaco di Padova per la prima volta nel 1993, eletto dal Consiglio comunale”, continua Zanonato, tronfio del fatto che la fascia di primo cittadino non gli sia stata assegnata dai membri dell'equipaggio dell’astronave di Star Trek.
“Sono poi stato eletto direttamente dai cittadini nel 1995 e nel 2004” evidenzia il nostro eroe, il quale non cita il fatto che nel 1999 fu sconfitto dall’allora forzitaliota e oggi montiana (ma domani non si sa) Giustina Mistrello in Destro. Zanonato è uno che ha una certa affinità con Shel Shapiro e quindi ha imparato che bisogna saper perdere.
Purtroppo non ci sono stati significativi mutamenti nelle leggi elettorali di questi ultimi anni, per cui Zanonato non può vantarsi di essere stato eletto dalle amebe, dagli alcolisti anonimi, dagli iscritti allo sci club di Innsbruck, dagli affetti da varicocele, da chi si infila i pollici nelle narici e da chi viaggia solamente con il risciò.
Tutti conoscono Zanonato perché proprio in seguito alla sua terza elezione si rese protagonista di uno dei gesti politici più acuti della storia repubblicana: egli pensò bene di isolare sei palazzoni di Via Anelli – una zona degradata di Padova, dove lo spaccio di droga regna sovrano – dal resto della città, costruendo attorno a essi un muro. Un uomo che compie un atto del genere denota grande lungimiranza, profondo spirito di solidarietà e una lucidità intellettuale che suscitano invidia.
Agendo sempre con questo metodo, se Zanonato avesse un’unghia incarnita si taglierebbe tutto il dito. Se avesse un rubinetto difettoso, farebbe chiudere tutto l’impianto idraulico. Se dovesse pulire le foglie in giardino, segherebbe l’albero alla base. Non oso pensare a quale provvedimento prenderebbe se la nipotina facesse troppo baccano.
“Nel 2009 sono stato di nuovo eletto Sindaco di Padova”, che evidentemente è una città piuttosto abitudinaria. “Ho aderito con convinzione al Partito democratico” (e qui, poiché vincere facile non ci piace, nulla aggiungiamo) e, infine: “Non mi occupo solo di politica, sono un lettore vorace, un appassionato di materie scientifiche, di storia e di filosofia. Nel tempo libero mi piace giocare a scacchi, andare al cinema, in bicicletta e ho una forte passione per la montagna”. Chissà se i crepacci e i burroni, di cui le catene montuose sono piene, nutrono una passione altrettanto forte per Zanonato.  In caso affermativo, non esitino a manifestare il loro amore per questa testa d’uovo che l’universo tutto ci invidia. Anche Barack Obama desidererebbe avere uno Zanonato, François Hollande se ne è fatta fare una copia in cera ad altezza naturale, Angela Markel lo sogna giorno e notte, James Cameron ha già comprato casa a Padova, Evo Morales ha detto che da quando ha conosciuto Zanonato non mangia più le torta con foglie di coca, tanto si sente energico.
Appena nominato ministro, Zanonato è andato a “Un giorno da pecora”, su Radio 2. I conduttori gli hanno chiesto cosa pensasse del nucleare. Il nostro eroe non si è scomposto e ha replicato: “Non mi piace quando si enfatizzano le cose demonizzandole. L'energia nucleare è una forma di energia, se si può gestire non è sbagliata di per sé”. Poi ha calato il carico da dodici: "In Italia credo che [l’energia nucleare] non si possa fare, ma nel mondo c'è. […] Se avessimo i siti adatti [per realizzare le centrali], perché no?” (2).
Nel mondo – e Zanonato è un “lettore vorace” per cui non può saperlo – esistono tante cose: la tortura, la pena di morte, l’infibulazione, la legge del taglione. Tutto ciò che è reale è razionale, ma non per questo è giusto. Zanonato è senz’altro conscio degli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima (per citare i tre più famosi) nonché del fatto che in Italia ben due tornate referendarie hanno sancito la totale contrarietà del popolo italiano verso l’atomo. Però egli è dalla nostra parte, da quella di chi ha molti limiti e poca memoria, per cui fa finta di niente. Perché, se il popolo è fatto anche di minchioni, Zanonato non dovrebbe fingere di essere tale? Perché non dovrebbe sparare boiate come facciamo tutti quando stiamo a cena, al bar, in auto o in bagno?
Zanonato è un politico sopraffino, cela il suo profondo sapere come un camaleonte mimetizza il suo colore. Davvero, è così abile in questo esercizio che, non fossimo accorti, saremmo tentati di dargli del testa di cazzo una volta ogni quarto d’ora, manco fossimo un orologio a cucù.
Zanonato è un vero democratico. Fosse il rettore di Oxford, si svelerebbe e mostrerebbe la sua superiorità culturale adoperando un linguaggio colto e forbito. Purtroppo gli è toccato in sorte di nascere in Italia e di fare il ministro da noi, per cui non vuole darci a pesare la sue doti sovrumane.
Ministro, le siamo vicini, ci creda. Ci inchiniamo davanti al suo fiuto politico e alla sua rettitudine. Comunque, non si sprechi per noi, non la meritiamo. Anzi, se proprio dobbiamo dirgliela tutta, si dimetta. A Oxford la attendono. Le dovessero scagliare contro qualcosa, lo prenda per un gesto di affetto.

 



NOTE
(1): Cfr. http://www.partitodemocratico.it/utenti/profilo.htm?id=3256
(2): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2013/05/02/news/nucleare_zanonato_anche_in_italia_se_siti_adatti-57891639/