2013.04.07 - è bene che viviate
È stato un dramma.
A Civitanova Marche, un uomo e una donna sposati da una vita, Romeo Dionisi e Anna Maria Sopranzi (62 e 68 anni), vivono in enormi ristrettezze economiche. Lei ha una pensione sociale da 600 Euro al mese e lui è un muratore esodato.Non hanno il coraggio di rivolgersi ai servizi sociali. Provano vergogna, dopo una vita di sacrifici e di duro lavoro, a non avere un soldo in tasca.
Vinti dallo sconforto, decidono di suicidarsi. Si impiccano nel garage di casa.
Quando se ne accorge il fratello di lei, Giuseppe Sopranzi (72 anni), corre come un disperato verso il porto della cittadina e si getta in mare morendo annegato (1).
La farò breve e molto antipatica, ma non me ne scuso.
Non è stata la povertà a uccidere queste tre persone. Non è stata nemmeno la dignità, non ho mai visto nessuno morire a causa di essa.
Romeo Dionisi, Anna Maria Sopranzi e Giuseppe Sopranzi sono stati uccisi. I loro assassini sono quelle donne e quegli uomini che hanno voluto e approvato la norma sugli esodati e che da anni governano questo paese con la loro saccenza e la loro inconsistenza morale, saccheggiando i poveri per dare ai ricchi.
Questi killer in giacca e cravatta (o in tailleur) hanno i loro complici nei giornalisti servi e prezzolati che li lodano un giorno sì e l’altro pure. Direttori di quotidiani senza arte né parte, manichini privi di ogni dignità, prostitute sempre pronte a vendersi al migliore offerente.
Sarebbe giusto, branco di pecore immonde, che soffriate sulla vostra pelle il dolore da voi provocato alla collettività. Sarebbe giusto, ma non ve lo auguro. È bene che viviate, in maniera tale da poter osservare sui visi della gente che incontrate lo schifo che suscitate. E che questo schifo si trasformi in insulti vomitati senza sosta, in saliva che copra i vostri volti e in mani che vi colpiscano senza alcun rispetto.
NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/cronaca/2013/04/05/news/crisi_-55985605/