2013.10.02 - Tutti complici
Oggi, con uno dei passaggi più tristi della pure non proprio edificante contemporaneità italiana, il governo Letta ha ottenuto la fiducia.
Silvio
Berlusconi voleva farlo cadere ma non c’è riuscito. Una fronda interna al suo partito
pare abbia impedito che i propositi del Cavaliere si traducessero in realtà.
Forse il Pdl (ma si chiama ancora così?) si spaccherà: da un lato i frondisti
(Alfano, Cicchitto, Quagliariello su tutti), dall’altro Berlusconi con i suoi
pasdaran (Santanchè, Bondi, Nitto Palma, Brunetta). Un evento imprevedibile
fino a pochi mesi fa.
Cosa faranno i dissidenti? Costituiranno un nuovo partito? Si daranno da fare
per costituire un partito moderato centrista assieme a Casini? Forse. Ma quanti
voti porteranno in dote? Secondo me, pochi. A destra il consenso lo riscuote
solo Berlusconi con la sua fenomenale macchina del consenso (e, quando serve,
del fango). Tanti generali senza un esercito, insomma.
La realtà è che il sistema partitico italiano è debolissimo. Il Pdl è sfaldato,
il M5S pure, il centro è scomparso, Sel è un ectoplasma, il Pd è balcanizzato.
Non esiste alcuna progettualità per un paese – il nostro – alla deriva. Siamo
in una campagna elettorale permanente in cui emergono i peggiori interessi personali:
quelli di Berlusconi su tutti, indubbiamente, ma non solo. Chi è Matteo Renzi,
ad esempio? Cosa vuole? Che linea politica ha questo Craxino postdemocristiano
se non quella di un’autoconsiderazione del tutto fuori luogo?
Non c’è molto da sperare per il futuro. Non coltiviamo illusioni. Che si voti o
meno con il Porcellum, le prossime elezioni forniranno un quadro in cui nessuno
otterrà una chiara maggioranza, a meno di varare una legge elettorale ancor
peggiore di quella vigente. Non siamo a Weimar, la situazione è talmente
ridicola che – e questo è una fortuna – non si vede nemmeno un dittatore pronto
a prendere il potere.
Siamo allo stesso tempo il Titanic e l’iceberg che lo farà affondare. Vittime e
carnefici. Tutti complici, nessuno escluso.